Inghilterra: i gay potranno donare il sangue ma solo dopo 10 anni di astinenza

In Gran Bretagna ai gay non è permesso di donare il sangue, divieto basato sulle statistiche che vogliono che la percentuale di gay che abbiano contratto il virus sia maggiore a quella degli eterosessuali. Ovunque vigano norme simili c'è sempre stato un acceso dibattito sulla vera efficacia di una divisione in base ai gusti sessuali: la croce rossa statunitense (dove vige una normativa simile) ha definito tali norme «clinicamente e scientificamente infondate» e sono in molti a domandarsi se l'esser gay sia di per sé così significativo o se siano ben altri i fattori di rischio (è la logica a suggerire che un omosessuale sano con un rapporto stabile corra meno rischi di un eterosessuale che, ad esempio, vada saltuariamente con delle prostitute).
Fatto sta che la Gran Bretagna si muovendo proprio in questa direzione, preparandosi ad abolire quel divieto. Prima di esultare, però, è necessario guardare quali sono le condizioni previste: sembra quasi una beffa, ma ai gay che desiderano donare il sangue viene chiesto un periodo di astinenza dai rapporti sessuali di almeno 10 anni.
Insomma, una via per poter dire di non discriminare nessuno pur dettando condizioni che permetteranno a ben pochi di soddisfare il criterio richiesto (un po' come se la norma attuale rimanesse ancora in vigore). Uno stratagemma già utilizzata anche da altri Paesi come la Nuova Zelanda e il Sud Africa (anche se in quest'ultimo Paese l'astinenza richiesta è dimezzato a 5 anni). A prevedere ancora in divieto assoluto rimarrebbero gli Stati Uniti, dove chiunque abbia avuto anche solo un singolo rapporto sessuale con un altro uomo dal 1977 ad oggi viene considerato escluso a vita dalla possibilità di donare sangue.