L'Irlanda propone l'introduzione del matrimonio egualitario nella nuova Costituzione

Con 79 voti a favore, 18 contrari e 1 astenuto, la Costitutional Convention irlandese (un organo che rimarrà in carica solo fino a fine anno e che ha l'obiettivo di esaminare una serie di riforme costituzionali) ha votato a favore di un referendum che preveda l'inserimento dei matrimoni gay all'interno della nuova Costituzione del Paese. La proposta non è quella di una modifica che permetta la possibilità di legalizzare le nozze gay, ma l'inserimento esplicito del matrimonio egualitario all'interno della Carta fondamentale.
Il vice premier Eamon Gilmore ha espresso tutta la sua soddisfazione per la scelta, sostenendo che lo Stato non dovrebbe permettersi di esprimere giudizi sulle persone con cui i cittadini scelgono di voler passare il resto della loro vita. Di parere diametralmente opposto sono i vescovi cattolici, già scesi in campo a sostenere che una simile decisione possa sconvolgere i bambini (una tesi già sfatata scientificamente ma sempre di moda all'interno del clero).
La strada verso la decisione finale, però, è tutt'altro che breve. Tutte le proposte della Convention, infatti, dovranno essere ufficializzate, dibattute in aula e votate dal Governo. Poi, se approvate, ogni singola norma verrà votata alle urne dai cittadini attraverso appositi referendum.