Canada. È gay, l'ospedale rifiuta i suoi organi


Rocky Campana era un ragazzo canadese, morto all'età di 23 anni il 26 agosto 2012. Portato in ospedale in seguito ad un tentativo di suicidio, ci si è ben presto accorti che non c'era più niente da fare. Ed è così che la madre Nancy, seguendo la volontà del figlio, ha dato il consenso per la donazione dei suoi organi.
Oggi, però, è la donna stessa a raccontare alla Nbc un retroscena agghiacciante. L'ospedale, infatti, si sarebbe rifiutato di accettare i suoi organi. «Mi chiesero se fosse gay e io risposi di sì. Mi chiesero anche se era un gay sessualmente attivo e se aveva un partner. E io risposi di sì». A quel punto l'atteggiamento del personale dell'ospedale sarebbe cambiato e le avrebbero comunicato che i suoi organi non erano donabili.
La motivazioni ufficiale era la presenza di tracce di droga nel sangue ma, dopo che altri medici le spiegarono che quelli potevano essere gli effetti dei farmaci somministrati nel tentativo di salvargli la vita, la donna si è resa conto che il vero problema era l'orientamento sessuale del figlio. A partire dal 2007, infatti, il sistema sanitario canadese ha incluso tutti i gay sessualmente attivi nella lista dei soggetti considerati "ad alto rischio", ai quali non è permessa la donazione degli organi.
Una vera ingiustizia secondo Nancy, al punto da spingerla a battersi in prima linea per l'abbattimento di quella norma dettata dal pregiudizio. Insieme alla sua famiglia e ad alcune organizzazioni territoriali, è ora impegnata a diffondere la storia di Rocky e a raccogliere le firme necessarie a chiedere alla Camera dei Comuni la revisione di quella norma, in modo da permettere la donazione di organi anche da parte di gay e lesbiche.
4 commenti