GayLib si schiera con Dolce e Gabbana: «Pronta la tessera onoraria in difesa della liberà di espressione»


Fa un certo effetto sentire un'associazione lgbt che decide di utilizzare e legittimare termini legati alla più bieca propaganda anti-gay, eppure è proprio lì che è andata a parare l'associazione di centrodestra GayLib. Il tema in questione è il boicottaggio che le maggiori star internazionali hanno lanciato nei confronti di Dolce e Gabbana, offese dalle loro affermazioni contro al dignità delle famiglie genitoriali. Ed è così che, seguendo l'esempio di Forza Nuova, anche GayLib si dice pronti a tesserarli ad honorom.
Enrico Oliari, presidente dell'associazione, scrive: «Gli stilisti Dolce e Gabbana sono stati gli unici, sia pure con parole forse troppo forti, a trovare il coraggio di dire no a un pensiero unico fuorviante e mistificatorio che una parte del movimento gay vorrebbe imporre a tutti gli omosessuali. Per questa ragione noi siamo assolutamente contrari alla campagna internazionale liberticida di boicottaggio della nota griffe e anzi, senza la necessità di condividere ogni parte del pensiero espresso dagli stilisti in materia ma in una ferma e convinta difesa del bene supremo e primario che è la libertà d'espressione, lanciamo un altro hashtag: #SiamoTuttiDolce&Gabbana e siamo pronti a consegnare ai due stilisti la tessera onoraria della nostra associazione». Poi aggiunge: «Sulla tematica della genitorialità e delle adozioni nel movimento non c'è unanimità di vedute. Noi rispettiamo e rispetteremo sempre le libertà di tutti. Ci piacerebbe però che in questo dibattito che vede implicati argomenti delicatissimi come: crescita e sviluppo dei bambini, corpo della donna e, non da ultimo, la libertà di espressione si rifuggisse dai tentativi maldestri di trasformare i più piccoli (che mai vorremmo sentire definiti "sintetici") in simboli di qualsivoglia campagna politica. Una linea d'azione che, peraltro in Italia mette a rischio la speriamo ormai prossima approvazione di una legge sulle unioni civili, al momento decisamente prioritaria, che l'intera comunità gay e lesbica italiana attende da mezzo secolo. La nostra coscienza e il rispetto delle libertà di tutti ci porta a esprimere queste riflessioni senza la minima paura di essere accusati di nulla e nella speranza di poter ancora esprimere la nostra opinione di cittadini italiani, gay, militanti in forze politiche che si ispirano a ideali liberaldemocratici».
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