Costanza Miriano: «I gay rubano i bambini»

Anche Costanza Miriano si è scagliata contro la sentenza di Strasburgo che ha condannato l'Italia per violazione dei diritti umani in merito al mancato riconoscimento delle unioni fra persone dello stesso sesso. Ricorrendo a parole inaccettabili, è attraverso Facebook che la donna ha scritto:
Ma ci sarà uno straccio di giurista in tutta Strasburgo che ci sappia spiegare e-sat-ta-men-te quali sono i diritti che due maschi o due femmine che decidono di convivere e giurarsi amore eterno in Italia non hanno? A parte intestarsi figli non propri, rubandoli o comprandoli o facendoseli regalare?
In poche righe si è sostenuto che una famiglia gay venga da lei considerata come una coppia di conviventi, si afferma che il riconoscimento giuridico di un'unione non offra nulla di più rispetto ai diritti privati e si insultano bellamente tutte le coppie (anche eterosessuali) che hanno adottato un figlio o che hanno un ragazzo in affido. Il ricorso a termini inaccettabili come «rubare», «comprare» o «regalare» lasciano tranquillamente trasparire il disprezzo che la donna nutre nei confronti di chi offre una casa i ragazzi abbandonati dalle loro famiglie tradizionali.
Ma in fondo la richiesta di infliggere violenze ai bambini è una delle rivendicazioni più ricorrenti del Family Day. Ad esempio sappiamo tutti che la legge Cirinnà non introduce in alcun modo le adozioni per le coppie gay o la possibilità di accedere alla procreazione assistita o in vitro (contrariamente a quanto una certa propaganda sostiene) e l'unica cosa che si vuole impedire è la tutele dei bambini nati da precedenti rapporti da parte di un uomo o di una donna che dovessero unirsi in una civil partnership con una persona dello stesso sesso. Si chiede infatti che i piccoli non abbiano diritti nel caso di morte del genitore biologico, quasi a volerli punire per non essere nati all'interno di una famiglia eterosessuale.
Ma in fondo pare che la giornalista non esiti mai a ricorrere a semplificazioni che possano portare acqua al suo mulino, tant'è che ancora oggi dice di perdere il sonno dinnanzi alla vicenda della Planned Parenthood. Peccato che da giorni si sia appurato come l'intera vicenda non sia altro che una bufala creata da un gruppo cristiano pronto a creare finti documenti pur di attaccare la catena di cliniche statunitensi. Eppure, nonostante l'evidenza dei fatti, è dalle pagine del giornale di Adinolfi che si sta continuando a montare il caso perché utile a creare una reazione di sdegno nel lettori (e poco importa se quella reazione sia generata da documenti finti).