Secondo Corrispondenza Romana, l'albero di Natale di San Pietro è un complotto pro-gay del Papa


Dopo il violento attacco di Roberto dei Mattei lo spettacolo di luci dell'8 dicembre, Corrispondenza Romana torna ad attaccare il Vaticano ed il Pontefice (con tanto di ripresa da parte della solita Nuova Bussola Quotidiana). Se lo spettacolo dell'Immacolata viene descritto come un messaggio «finanziato da lobby ecologiste», ora l'integralismo cattolico se la prende pure con l'albero che è stato posizionato in Piazza San Pietro. Scrivono:

Se lo spettacolo di luci che ha immerso la facciata e la cupola della Basilica in un’atmosfera tribale, ha provocato in molti sorpresa e disgusto, non altrettanto scalpore ha destato il singolare addobbo dell’albero di Natale inauguratolo stesso giorno e che sarà illuminato il pomeriggio di venerdì 18. Guardando con un poco di attenzione la disposizione e il colore delle palline colorate, una domanda sorge spontanea e legittima: si tratta di un addobbo arcobaleno? Le tantissime palle colorate, diversamente dagli altri anni, sono state infatti disposte in maniera uniforme, avvolgendo l’albero con i classici colori della bandiera LGBT, partendo dal blu, passando per il giallo, il verde, il viola e il rosso. Non è possibile ancora vederne l’effetto reale che farà una volta acceso ma è possibile intuirlo.

In realtà la bandiera rainbow parte dal rosso (quella che parte con il viola e con il blu è quella della pace) e perché i colori ci siano tutti mancherebbe l'arancione... eppure loro si dicono certi che quella sia proprio il vessillo del loro più acerrimi nemici e che sia intollerabile ogni utilizzo di quei colori.
L'albero è stato realizzato dell’arcidiocesi e della provincia autonoma di Trento e le decorazioni da loro criticate sono il risultato del lavoro di bambini malati di cancro di diverse strutture oncologiche italiane. Eppure dicono chiaramente che il male di quei bambini non gli interessa perché:

Chi abbia colorato o meno queste palline sembra essere un fattore secondario. Quello che colpisce è l’infelice scelta vaticana di optare o acconsentire ad un addobbo natalizio arcobaleno, apparecchiando su un piatto di argento, ai promotori dell’agenda LGBT una imperdibile e ghiotta occasione di strumentalizzazione che certamente non si faranno sfuggire. Sappiamo, sulla base di precedenti analoghi, quali siano i disastrosi effetti di esternazioni e scelte comunicative errate. Il messaggio che passerà, al di là della certamente buona e lodevole iniziativa degli sfortunati bambini, donatori delle palle di argilla colorate, sarà che Papa Francesco ha voluto allestire l’albero di Natale con i colori arcobaleno in piazza San Pietro, facendo capire da che parte sta. Con i ringraziamenti e gli applausi della comunità LGBT.

Pur comprendendo che chi crede nella fantomatica «ideologia gender» possa essere indotto a credere qualunque cosa, difficile è anche solo pensare che un pontefice possa affidare alle colorazioni di un albero di Natale un cambio di posizione rispetto alla nota omofobia della Chiesa. Eppure il sostenere che possa essere così, pare ancora una volta andare nella direzione di una delegittimazione del Pontefice a sostegno dell'integralismo più violento del patriarca di Mosca (ormai esaltato in ogni circostanza dall'intero estremismo cattolico grazie alla violenza con cui legittima le violenze verso la comunità lgbt russa).
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