Olocausto. Quando 250 profughi ebrei rimpatriati vennero uccisi nei capi di sterminio


Il significato della Giornata della memoria non è solo quello di onorare le vittime dell'Olocausto, ma soprattutto di ricordare il passato per non commettere gli stessi errori. Eppure alcune cronache di strettissima attualità paiono ricordarci fin troppo da vicino acumi avvenimenti già accaduti.
È un articolo pubblicato da Il Fatto Quotidiano a raccontarci come Usa, Canada, Gran Bretagna e altri Paesi si rifiutarono di accogliere i rifugiati ebrei pur avendo la possibilità di ospitarli sin dalla fine degli anni Trenta. Nel 1938, alla conferenza sui rifugiati ebrei che si tenne nella città francese di Evian-les-Bains, , parteciparono ben 32 Paesi. Ma nessuno di loro, tranne la Repubblica Dominicana e la Bolivia, rivide le proprie quote d’immigrazione.
La storia ci racconta anche di un triste episodio avvenuto nel 1939. Ben 900 ebrei, tra cui molti bambini, salparono da Amburgo sul transatlantico di lusso St Louis alla volta di Cuba, sperando di raggiungere gli Stati Uniti. Una volta giunti all'Havana, furono rispediti in Europa. Almeno 250 di loro sono morti nei capi di concentramento.
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