Il terrorismo linguistico dell'integralismo cattolico


«La Gaystapo non può tollerare alcuna opposizione all'ideologia omosessualista», «I bambini non devono essere trofei della militanza gay». «Sono frasi di assoluto buon senso, come più e più volte abbiamo spiegato». «Il piccolo, piangendo, si domanda per quale motivo tutti abbiano un papà ed una mamma, mentre lui ha solo due papà». «Secondo alcuni sondaggi il 70% dei messicani è contrario alle adozioni gay». «La Gaystapo ha lanciato una raccolta firme per bloccare il film». «Invocano la censura, quell'arma sempre contestata al mondo “bigotto”, “fascista” e “reazionario”, ma sempre utile quando si tratta di proteggere certe ideologie». «Non si capisce per quale motivo bisognerebbe sbandierare ai quattro venti i propri gusti sessuali, trattandosi di questioni squisitamente private ed intime». «I bambini hanno bisogno di un padre e di una madre. A dirlo non sono i preti o gli ottusi, ma il buon senso, la scienza e i diretti interessati. Non esiste quindi un diritto all'adozione da parte delle coppie gay. Nessun diritto: è solo un capriccio». «Nel mirino dei gruppi lgbt è finita anche la popolare cantante messicana Yuri». «La lobby gay, la solita Gaystapo, ha dunque proposto il boicottaggio della cantante».

Eccolo qui, in sintesi, l'ennesimo articolo d'odio firmato dall'ossidazione ProVita Onlus. L'ennesimo testo ideologico che utilizza le parole come un'arma che possa creare morte. È il buonsenso a suggerirci come quelle parole sembrino buttate lì a caso solo per creare odio sociale contro una minoranza a loro poro gradita. Una minoranza che vorrebbero rinchiudere in un ghetto attraverso i loro distinguo di stampo fascista: si pensi anche solo a come lodino il loro amichetto Gianfranco Amato che se ne va in giro con un crocefisso gigantesco appeso al collo per sostentare quella che lui sostiene sia una fede cristiana, ma dicono che i gay devono nascondersi perché chi ostenta la sua religione non tollera che loro possano mostrarsi per ciò che sono. Altrimenti li si addita come lobby, come gaystapo, come criminali, come gente di cui aver paura e da cui doversi difendere.
Sono su pesi e due misure, in cui chi si definisce cristiano deve poter decidere per gli altri, deve imporre per legge le proprie convinzioni e deve perseguitare il prossimo. Fosse per loro, i gay sarebbero già costretti a doversi nascondersi nelle catacombe per sfuggire alla loro sharia.
Ogni articolo pubblicato dall'associazione ProVita è un articolo che rende il mondo un posto meno sicuro per tutti i gay: ci sono ragazzi che rischiano vessazioni da genitori bigotti, fanatici religiosi che non esisterebbero a uccidere, bulli che si sentono legittimati a compiere angheria. legittimare l'odio non può mai portare a nulla di buono, anche se c'è chi fa finta di non aver ben capito dove ci abbiano portato il nazismo e il fascismo. E tutto questo in un clima dove stato non difende la gente por bene che meriterebbe di poter vivere in santa pace senza essere quotidianamente diffamata e insultata a mezzo stampa.
Toni Brandi dice che esiste una lobby gay? Ebbene, faccia i nomi! Dica chiaramente chi ci sarebbe dietro a questa fantomatica lobby! Una realtà così potente da non essere manco riuscita a far approvare una legge decente sui diritti civili o da impedire che i nostri soldi vengano dirottati nelle casse vaticane.
Viviamo in uno stato che non è laico, in cui non esiste uguaglianza sociale e in cui chi si dichiara "cristiano" gode di una sorte di impunità dettata da potenti gruppi di azione che li salvaguardano dalla galera persino quando si macchiano di reati ignobili come la pedofilia.
ma in tutto questo, gay e lesbiche devono subire il bullismo di associazioni che non altro scopo nella vita se non quello di cercare di danneggiare gay, bambini, immigrati e chiunque non rientri nella loro cerchia. E allora chi sono davvero i massoni e chi sono le vittime della loro sconsiderata violenza?

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