Monsignor Negri: «Io non pago l'Ici. Un capo di governo che si dice cattolico deve permetterci di non pagare»


Non è vero che in Italia la legge è uguale per tutti. La Chiesa cattolica a l'integralismo cattolico stanno lavorando senza sosta per far sì che la legge sia meno uguale per la gente che vorrebbero discriminare o per quella che vorrebbero favorire.
Monsignor Negi è noto al grande pubblico per il suo attivismo contro i diritti della comunità lgbt, ma è noto anche per la sua premura nel cercare di eludere l'erario sostenendo che ai preti non si debba certo chiedere il pagamento di quelle stesse tasse che gli altri sono tenuti a pagare. Anzi, curioso è che la reversibilità dei gay venga da lui indicato come un qualcosa che potrebbe danneggiare i conti dello stato, mentre al contempo esige che i suoi non versino assolutamente un solo euro di quanto dovuto (forse perché tanto ci penseranno le vittime della sua discriminazione a pagare per lui).

Pare pura follia, eppure la stampa integralista si è subito allineata al volere del leader di Comunione e liberazione, asserendo a gran voce che i preti non devono certo rispettare la legge. Le pagine de La Nuova Bussola Quotidiana si sono lanciate nel sostenere che: «Assume i contorni del martirio bianco quello che l’arcivescovo di Ferrara Luigi Negri sta vivendo in uno scontro con il Comune destinato a diventare un precedente pericoloso per la sopravvivenza delle scuola paritarie italiane. Che il governo Renzi non sia mai stato tenero nei confronti delle scuole cattoliche è un dato di fatto. Ma che sul caso Ferrara si giochi buona parte della sopravvivenza di un pezzo di sistema pubblico scolastico, come appunto sono le scuole paritarie, è materia che la politica ha il compito urgente di affrontare, pena la chiusura di migliaia di scuole dell’infanzia ed elementari ormai vicine al collasso economico e finanziario».
In realtà sappiamo bene che la Chiesa Cattolica usufruisce di un meccanismo per l'8 per mille che è stato pensato proprio per far affluire nelle loro casse ingenti cifre versate dallo stato, così come sappiamo che quelle scuole non chiedono certo rette basse ai loro studenti. Difficile è comprendere perché le scuole paritarie aconfessionali sono tenute a rispettare la legge mentre quelle cattoliche non dovrebbero esserlo.
E dato che La Nuova Bussola Quotidiana cita la Costituzione contro i gay dopo aver attribuito al termine «naturale» quello di «eterosessuale», forse dovrebbe notrare come la Carta Fondamentale permetta l'esistenza di scuole paritarie solo a patto che non gravino sulle spese pubbliche.

Negri avrebbe poi dichiarato: «Non paghiamo, abbiamo fatto tutti i ricorsi perché noi le leggi le conosciamo non come loro, ma meglio di loro». Ed infatti la sua teoria è che la cittadinanza potrà pagare i suoi conti mentre lui prenderà tempo: «fino alla solita sentenza creativa della Corte di Cassazione, non siamo tenuti a pagare», dice fiero di aver trovato un modo per danneggiare la cittadinanza.
Inoltre è difficile non notare come il riferimento alle «sentenze creative» sia un modo per screditare la giustizia dinnanzi ai fedeli, forse sapendo che la Chiesa ha maggior influenza sulla politica ed è solo da quella che potrà arricchirsi ulteriormente mentre la plebe verrà lasciata a morire di fame per strada.
Al limite del patetico è poi il ricorso a slogan privi di significato e a vere e proprie accuse risvolte ad un capo dello stato che non ha risposto alla sua lettera in cui chiedeva di essere assolto dall'obbligo di pagare le tasse: «È un problema di libertà educativa e culturale, determinante per la vita democratica del Paese: se non siamo liberi di educare verranno meno alcuni principi fondamentali della società. Non riesco ancora a capacitarmi di come un capo del governo che si dice cattolico non abbia ancora preso carta e penna per rispondermi».
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