ProVita dice di avere una «una prova provata» della fantomatica «ideologia gender». Ma...


L'associazione ProVita Onlus ha comunicato di aver trovato «una prova provata» che chiunque osi mettere in discussione il pensiero unico integralista possa essere etichettato come un imbecille. Scrivono:

L'ideologia gender è molto diffusa. E per diffondersi fa propaganda. La propaganda si fa attraverso il lavaggio del cervello. Il lavaggio del cervello istupidisce le persone che lo subiscono. Basterà guardare il video qui sotto per averne una prova provata.

Si passa così a dire che la Svezia sia un terra da biasimare per l'educazione nelle scuole, l'esistenza di pronomi neutri o per l'attenzione al commercio di giocattoli che non risultino sessisti. Ed ancora, scrivono che «la Svezia è “avanti” nella marcia verso la liberazione dagli stereotipi eterosessisti. Sono prossimi a “bruciare il [sesso] binario” come predicano gli attivisti LGBT».
Una volta screditato il popolo svedese, si passa a dire:

Molto interessante, allora, il video-intervista girato in Svezia, da Ankdamm TV, all’Università di Soderton, in cui una ragazza bionda e piccolina chiede agli intervistati se può essere considerata un uomo, alto due metri e giapponese.
Ascoltate le risposte (sottotitolate in italiano per chi non capisce lo Svedese). I giovani sono certamente confusi, perplessi. Non osano asserire (o negare) cose ovvie. Sono studenti universitari, quindi certamente intelligenti. Eppure non lo sembrano.
Qualcuno sorride; qualcuno ammette che è difficile rispondere. Ma c’è anche chi non fa grosse obiezioni, quando l’intervistatrice dice che “si sente” un gatto e vuole essere trattata come un gatto. È questo che vuole l’indottrinamento gender? Quali ripercussioni per società del futuro?

Come sempre accade quando c'è di mezzo ProVita Onlus, doveroso è aggiungere i dettagli che sono stati taciuti. Ad esempio il sentir parlare di una tale Ankdamm TV potrebbe far pensare ad una fonte autorevole, eppure basta osservare il loro canale YouTube per osservare come sia stato aperto solamente il 16 aprile scorso e come contena solo il video segnalato da ProVita. Allo stesso modo non pare trascurabile che la «ragazza bionda e piccolina» sia Hanna Lindholm rappresenta, ex leader de movimento nazionalista SDU.
Se poi si va a leggere ciò che i siti svedesi dicono di questo video, non stupisce troppo come la loro ipotesi sia quella di un falso realizzato attraverso l'uso di figuranti. Una teoria avvalorato anche dal notare come le risposte sembrino un po' troppo identiche a quelle fornite in un video statunitense realizzato dal Family Policy Institute of Washington in cui un tizio andava in giro a dire di sentirsi un bambina che voleva iscriversi alle elementari.

Ma se anche il video fosse vero, ci sarebbe comunque da osservare che non si può basare una riflessioni sulle risposte dati dinnanzi ad una telecamera mentre una donna con un microfono pone domande assurde. Il gioco delle generalizzazioni e il voler mettere sullo stesso piano il riconoscimento delle persone trans ad una tizia che dice di voler essere un gatto è di per sé una scorrettezza che non tiene conto delle dovute riflessioni necessari ad affrontare seriamente il tema.
Più interessante sarebbe chiedersi quale sia la rivendicazione di ProVita. Avrebbero forse preferito che gli studenti picchiassero a sangue la donna sino a farle ammettere che non era un gatto? Oppure sperano che qualcuno possa davvero ritenere che l'identità di genere sia come andare in giro a dire che si hanno sette anni, quasi come se si stesse parlando di rivendicare la prima stupidaggine che ci sta passando per la mente?
Per far reggere il loro discorso sarebbe necessario negare l'esistenza stessa dell'identità di genere e ritenere che Brandi si consideri maschile tanto quanto Luxuria. Dovremmo basare tutta l'esistenza umana sulla base di un modello unico e binario.
Pare superfluo notare anche come si speri di creare confusione sostenendo che il dato biologico e l'identità di genere siano praticamente sinonimi, anche se nessuno ha mai detto una cosa simile. Ma è grazie alle semplificazioni e alle storpiature che questa gente spera di far percepire come ridicolo un ragionamento che deve necessariamente fornire risposte dinnanzi questioni complesse come la sessualità umana. Se dovessimo semplificare alla loro stregua, allora potremmo tranquillamente dire che se Berlusconi chiedeva alla Minetti di travestirsi da suora per raggiungere l'eccitazione sessuale, allora per tutti gli uomini eterosessuali deve valere quella regola. Però sappiamo tutti che non è così.


Clicca qui il video in questione. I sottotitoli in italiano sono quelli curati da ProVita, giusto per spiegare perché mai a dice che non si può essere «ciò che non si è» venga fatto dire che «non si può essere ciò che non ti senti» quasi a voler richiamare i loro slogan propagandistici volti a sostenere che l'identità di genere non sia una parte della persona ma una sensazione effimera.
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