GayLex denuncia son Pusceddu, intanto a Treviso si celebrano messe contro i gay


«Ho appena denunciato Don Massimiliano Pusceddu per istigazione a delinquere. Ora sono davanti alla sua chiesa. Perché anche a Decimoputzu ci sono i gay e le lesbiche e non hanno alcuna paura dei preti ex pugili e delle loro pistole». È quanto scrive su Facebook l'avvocato di GayLex La Torre, facendosi fotografare con la denuncia in mano.
Il sacerdote sardo era finito alla ribalta delle cronache per una serie di affermazioni omofobe pronunciate dal pulpito della sua chiesa: aveva sostenuto che un gay non potesse avere fede, che Dio li avesse abbandonati e che meritassero la morte. Parole poi ribadite anche nel corso di un'intervista a Radio 24.

Sulla base di quelle inaccettabili parole, si è mosso anche il Comitato per gli immigrati e contro ogni forma di discriminazione che ha lanciato una petizione per chiedere le dimissioni del sacerdote. In poche ora sono migliaia le firme già raccolte, le quali verranno consegnate direttamente nella mani del Papa (clicca qui per sottoscrivere la petizione).

A mostrarci la ferocia della Chiesa e l'ossessiva istigazione alla violenza da parte di alcuni sacerdoti è anche quanto accaduto a Treviso in occasione del pride. Il prete lefebvriano don Floriano Abrahamowiczsi è lanciato nel sostenere che «Il primo ad essere offeso dal gay pride di Treviso è Dio», motivo per cui il sacerdote ha dichiarato che celebrerà messe contro i gay «per chiedere scusa a Dio per l'offesa recatagli» in quella che si sostiene sia una «pubblica ostensione della violazione della legge divina». Peccato che basterebbe avere un minimo di cervello o di fede (forse entrambi assenti in questi contesti) per comprendere che l'unico crimine verso la legge e verso Dio sia l'ostentazione del proprio pregiudizio e l'offesa al creato.
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