Grazie alle proteste della società civile, il governo ungherese abbandona i suoi piani per smantellare le unioni civili


L'integralismo cattolico incassa una nuova sconfitta, questa volta in Ungheria. Nonostante si stia parlando di un Paese che si è unito alla Polonia per impedire che l'Unione Europea potesse deliberare norme che garantissero la libertà di circolazione alle famiglie gay senza che il loro stato civile cambiasse sulla base del Paese di destinazione, il Parlamento ha deciso di abbandonare i suoi progetti per la cancellazione delle unioni civili. Si tratta di un istituto attraverso cui le coppie gay possono ottenere riconoscimento legale della loro relazione, accedendo così alla possibilità di visita in ospedale, all'eredità dei beni del partner o al possesso di beni in comune.
Il Governo era intenzionato a smantellare quell'istituto, ma un'aspra opposizione sociale li ha spinti a riconsiderare i loro piano. Quattro organizzazioni della società civile, tra cui HCLU, avevano lanciato una petizione firmata da oltre 2,000 persone in un solo giorno.
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