Nel 1973 una attentato uccise 32 persone in un bar gay, ma ai tempi i media derisero le vittime


Quella di Orlando non è la prima strage avvenuta negli Stati Uniti all'interno di un bar gay. Già nel giugno del 1973, una trentina di persone sono state uccise in virtù del loro orientamento sessuale, anche se ai tempi la reazione da parte dell'opinione pubblica fu diversa e assai più desolante.
La sala al piano superiore del New Orleans, un popolare bar gay, venne dato alle fiamme nel corso delle celebrazioni per l'orgoglio gay. Al terzo piano del palazzo era in corso una cena dedicata alla ricorrenza, quando il barman Luther Boggs vide levarsi le fiamme dall'unico ingresso della sala. L'incendio era di origini dolose. Alcuni dei partecipanti riuscirono a mettersi in salvo, ma furono 32 le persone che rimasero uccise a causa delle fiamme e dell'inalazione di fumo.
L'allora presidente Richard Nixon non ha condannò l'attacco così come Obama ha fatto in questi giorni, così some nessun funzionario del governo si preoccupò di dire anche una sola parola sulla tragedia. Non ci furono neppure indagati e, sino ad oggi, il caso venne classificato come di "origine non determinata" nonostante ci fossero dei sospetti che non vennero neppure interrogati.
Ancor peggiore fu la reazione dei media dell'epoca. Un conduttore radiofonico scherzò sull'accaduto: «Come faranno a seppellire le ceneri di quei finocchi? In vasetti di frutta!». Un suo collega trovò divertente dire: «Che cosa è successo a New Orleans il 24 giugno? Che solo una trentina froci sono morti, niente di più».
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