Russia. L'attvista lgbt Violetta Grudina ha presentato una denuncia alla Corte europea dei Diritti dell'Uomo


Il 7 luglio scorso, l'attivista lgbt Violetta Grudina di Murmansk ha presentato una denuncia alla Corte europea dei diritti dell'uomo contro l'omofobia russa. Nella sua denuncia, Violetta afferma che le autorità non hanno condotto un'indagine approfondita e tempestiva dinnanzi ad un attacco omofobico verificatesi contro la sede dell'organizzazione Murmansk LGBT. La denuncia afferma anche che le autorità abbiano volutamente ignorato alcune prove sostanziali riguardo al fatto che si trattasse di un crimine di odio.
Gli aggressori hanno lanciato gas lacrimogeni all'interno del centro sociale situato al primo piano di un edificio residenziale. In quel momento due persone erano presenti all'interno dei locali, tra cui proprio Violetta Grudina. La ragazza immediatamente contattato la polizia, ma le autorità si sono rifiutate di effettuare le indagini, sia alla richiesta della ragazza, sia dinnanzi all'intervento del difensore civico per i diritti umani di Murmansk, Oblast Alexander Patrikeev. Le persone presenti sono dovuti ricorrere alle cure ospedaliere a causa dei gas inalati.
Le autorità non hanno intrapreso alcuna azione per identificare gli aggressori e non attribuiscono all'aggressione alcun odio omofobico.
Alla fine del 2015, una corte russa si è rifiutata di ascoltare la denuncia la denuncia della ragazza. È stato immediatamente presentata una richiesta di appello, ma è stato immediatamente respinto. Ora la questione verrà affrontata a livello europeo, anche se la Russia è nota per una politica volta ad ignorare qualunque condanna riguardi la violazione dei diritti umani.
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