Il Varese Pride chiamato a Bruxelles per riferire delle limitazioni e restrizioni subite


Il Wroclaw Equality March in Polonia, il Sofia Pride in Bulgaria, il Riga Pride in Lettonia e il Varese Pride in Italia sono solo alcuni dei Pride che hanno riscontrato problemi o limitazioni durante la loro organizzazione. E nello scorrere quella lista, difficile è non osservare come l'Italia sia l'unico Paese che non fa parte del blocco dell'Europa dell'Est che ha riscontrato limitazioni. In realtà c'è anche la Francia, ma lì le restrizioni erano una conseguenza agli attacchi terroristici verificatisi ad Orlando, mentre a Verese c'è stata una volontà politica di limitare la libertà di manifestazione della comunità lgbt anche dietro le violente pressioni del cassiere di Gianfranco Amato e delle lobby legate al fondamentalismo cattolico. Inoltre, a tre giorni dall'evento, l'aver tentato di relegare la manifestazione in un parcheggio chiuso, avrebbe messo a ruschio la sicurezza dei partecipanti e avrebbe azzerato la visibilità del movimento lgbt. Altre minori criticità si sono verificate con i cambi improvvisi del percorso o del mancato patrocinio da parte del Comune di Varese, il quale preferì sposare la propaganda omofoba di Gianfranco Amato in una violenta aggressione contro la dignità personale di quelle persone che sotto il patrocinio comunale venivano bollate come «i peccatori». In ultimo, va registata l'impisizione di un palco girato non verso la piazza centrale della città (Piazza Monte Grappa) ma verso la Camera di Commercio, anche in questo caso con una decisione presa pochi giorni prima dell'evento.

Le criticità sono state fortunatamente risolte a margine della parata grazie anche all'aiuto di Ilga Europe, e di Arcigay e delle forze dell'ordine locale. Ed è proprio a loro che Giovanni Boschini, in rappresentanza del Varese Pride e in qualità di presidente di Arcigay Varese, si confronterà con altri attivisti organizzatori di Pride che hanno riportato simili esperienze in uno Study Visit che avrà come tema i Pride e la libertà di assemblea.
Sarà inoltre organizzato un evento presso il Parlamento europeo per aumentare la consapevolezza politica sull'importanza dei Pride come strumento per garantire la visibilità del movimento LGBTI. Gli attivisti provenienti da diversi paesi formuleranno chiare richieste alle istituzioni europee. Per l’Italia sarà presente solo Varese.

Giovanni Boschini, presidente di Arcigay Varese e portavoce del Coordinamento Varese Pride, osserva: «È importante non abbassare la guardia sulla libertà di assemblea e sulla visibilità del movimento LGBTI e siamo certi che l'anno prossimo il Pride sarà accolto ancora meglio. A giugno la città e le istituzioni hanno dimostrato pienamente di essere pronti a vivere in una società in cui le differenze non possono e non devono costituire un problema. Cogliamo segnali positivi già da ora e siamo certi che non sorgeranno problemi di sorta e che l'evento non sarà considerato come una manifestazione di una certa fazione ma come un evento di tutti, parte integrante della comunità e di Varese».
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