L'intervendo dello psichiatra Manlio Converti su omosessualità, storia e psicopatologia


È attraverso un post pubblicato su Facebook che lo psichiatra Manlio Converti ci ha regalato un interessantissimo intervento dedicato ad omosessualità, storia e psicopatologia. Un documento attento, documentato e indicativo di come l'integralismo cattolico e l'omofobia da loro predicata rappresenti un reale rischio per molti dei nostri giovani, con possibilità tre volte maggiori alla media di causare in loro ansia, depressione, abuso di sostanze, disturbi della condotta alimentare e rischio suicidario.

A seguire l'intervento integrale:

L'effeminatezza e l'intersessualità sono sempre oscillate nell'ambito del sacro, odiate o temute, ridicolizzate o elevate al rango di sacerdote / sciamano.
I greci usavano il termine cineredi e vasetti, i romani molles.
L'omosessualità è sempre stata vissuta come una possibilità emotiva, il Simposio di Platone, sessuale, gli imperatori romani, raramente riconosciuta, citazioni dalla vita romana da parte di Montaigne o appunto sacra, i sacerdoti paleocristiani o della Dea Madre.
L'omosessualità è stata generalmente tollerata se veniva garantita in un'ottica contadina la riproduzione anche da parte di personaggi estremamente effeminati, come il fratello di Luigi XIV.
La condanna religiosa arriva nel sistema monoteista solo con San Paolo ed influenza l'ebraismo e la nascita dell'Islam.
La condanna giuridica arriva in termini di cristianizzazione dell'impero da parte di Giustiniano nel mediterraneo e della regina Vittoria in tutto il mondo.
Lo statuto prussiano sarà ispirato, la legge 175 che porterà gli omosessuali nei campi di sterminio, proprio allo statuto vittoriano.
Lo statuto napoleonico, figlio della rivoluzione, fu scritto proprio da un celebre illuminista effeminato ed omosessuale, ma fin dalle origini depenalizzava del tutto l'omosessualità, anche per via della precedente storia del fratello di Luigi XIV.
In Italia, lo statuto Albertino era copia di quello prussiano, ma quello borbonico era stato approvato da Murat quindi era gayfriendly. D'altra parte la regina Maria Carolina era notoriamente lesbica e così l'eroe risorgimentale Luigi Settembrini e il compagno Silvio Spaventa, o meglio erano bisessuali.
Dal punto di vista medico il giuramento di Ippocrate dice chiaramente che un medico può essere liberamente omosessuale, bisessuale o eterosessuale a patto di non fare sesso con persone libere né schiave nelle case dove è chiamato ad esercitare la professione.
L'effeminatexza invece è investigata sempre come curiosità negativa perché sottrae la necessaria virilità.
La condanna medica arriva solo nell'anno mille da parte di Avicenna, che introduce in psichiatria le motivazioni delle religioni monoteiste, prevedendo una terapia praticamente identica alla attuali terapie riparative, con preghiere, astinenza e torture.
La depatologizzazione dell'omosessualità inizia invece ufficialmente dopo gli studi di Kinsey e della Hooker solo nel 1973 con la presentazione all'APA, associazione americana di Psichiatria, del dottor Anonymous, uno psichiatra mascherato, altrimenti sarebbe stato radiato.
I passaggi storici successivi sono i lavori scientifici iniziati come review citate anche per gli aspetti della genitorialità fin dal 1978, la nota OMS del 17 maggio 1990 e poi la molto più complessa e completa nota WPA, associazione mondiale degli psichiatri, di marzo 2016, che potrete leggere online.
Fin dal 1993 le terapie riparative sono considerate anti-scientifiche, pericolose per le persone che vi si sottomettono anche volontariamente, fallimentari, false ed in alcuni casi delle vere e proprie torture.
In Italia dopo una prima manifestazione nel 1972 al convegno di sessuologia e psichiatria di Pisa da parte del movimento omosessuale e radicale del Fuori non c'è stata nessuna attenzione al tema e le stesse associazioni Lgbt danno ancora per buona la nota OMS che non è mai stata recepita o discussa pubblicamente in Italia, figuriamoci questa WPA di marzo 2016.
Gli psicologi, motu proprio, sotto la spinta di professionisti come Lingiardi, Rigliano, Griglia e Valerio, hanno approvato, credo nel 2006 la completa depatologizzazione dell'omosessualità fino ad espellere uno psicopatico omofobo dall'Ordine professionale.
I medici e gli psichiatri italiani invece sotto la mia modesta richiesta e quella inadeguata dei colleghi psicologi stanno molto blandamente facendo finta di ascoltare. Tutti gli psichiatri che vanno in televisione sono profondamente omofobi. Il neurochirurgo Gandolfini è addirittura il fondatore del Family Day.
Esiste d'altra parte una richiesta scritta da parte della UE di occuparsi di Medicina di Genere quindi anche delle persone Lgbt nei termini di salute e benessere, non solo di contrasto attivo all'omofobia sanitaria, familiare e sociale. C'è molto lavoro da fare perché le persone Lgbt non accedono a prevenzione e cura per scelta, per paura o perché l'omofobia sanitaria lo impedisce. Nello specifico della Salute Mentale oggi sappiamo che i disturbi dello spettro del DPTS, ansia, depressione, abuso di sostanze, disturbi della condotta alimentare e rischio suicidario, sono aumentati di tre volte, soprattutto nella popolazione adolescente che è la più investigata. Lo stress del DPTS è ovviamente l'omofobia. Alla transfobia, che è molto più feroce e precoce perché si attiva su minorenni cacciati da scuola e di casa e costretti alla prostituzione, causa nella rare persone transessuali, 1/10mila, un rischio dello spettro del DPTS di venti volte maggiore.
Il mandato del medico è quello di garantire il benessere in termini fisici, psichici e sociali.
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