Da Francesco Totti ad Alvaro Soler, contro il bullismo e il cyberbullismo


Si celebra oggi la prima giornata nazionale dedicata al contrasto del bullismo e del cyberbullismo istituita dal Miur. Un'indagine Doxa mostra come il web non sia percepito come un posto sicuro, ma terreno fertile di hate speech e contenuti offensivi verso l'orientamento sessuale (23%), la razza (20%) e le caratteristiche fisiche (16%).
Il Miur rinnoverà oggi un protocollo di intesa con Telefono Azzurro per la realizzazione di serie di iniziative nelle scuole che cercheranno di prevenire e contrastare il fenomeno del bullismo attraverso interventi di sensibilizzazione. L'obiettivo è quello di permettere agli alunni di acquisire la consapevolezza delle problematiche connesse al disagio e favorire lo sviluppo di comportamenti prosociali.
La firma avverrà nel corso del Safer Internet Day 2017, la Giornata mondiale per la sicurezza in Rete istituita e promossa dalla Commissione Europea che. Giunta alla sua XIV edizione, la ricorrenza verrà celebrata in contemporanea in oltre 100 Paesi e sarà l'occasione far riflettere le ragazze e i ragazzi non solo sull’uso consapevole della Rete, ma anche sul ruolo attivo e responsabile di ciascuna e ciascuno nella realizzazione di Internet come luogo positivo e sicuro.
In tale occasione Telefono Azzurro ha lanciato anche la campagna social #nonstiamozitti che ha visto la testimonianza di personaggi come Francesco Totti, Alvaro Soler, Arisa, Alex Zanardi, Andrea Dovizioso, Luca Marin, Dolcenera, Amadeus, Anna Safroncik e Juliana Moreira. «Parlane con chi vuoi ma, ti prego, parla. Non tacere» è l'invito lanciato ai più giovani dal capitano della Roma.
Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro e docente di neuropsichiatria infantile, dichiara: «Non Stiamo Zitti è un’importante testimonianza sul lotta al bullismo, una decisa reazione proveniente direttamente dal basso. Vige uno stato di insofferenza comune nei confronti di una drammatica emergenza sociale dai risvolti potenzialmente drammatici. Mancano una legge e un piano definitivo in grado di produrre interventi immediati. Accanto a questo, occorre valorizzare le azioni preventive e il ruolo degli adulti: far sì, quindi, che i bambini possano crescere accompagnati da genitori e insegnanti e le vittime si sentano libere da vergogna nel denunciare, sostenute, credute e aiutate con molta attenzione, competenza e sensibilità. Nelle scuole, nelle linee di ascolto e nel rapporto quotidiano con bambini e adolescenti respiriamo un bisogno di risposte concrete. E di una necessità diffusa di informazione».

Clicca qui per guardare il video della campagna.
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