Mario Adinolfi convoca il suo "popolo" a Sanremo, si presentano in 17


È mario Adinolfi a pubblicare sulla sua pagina Facebook un'immagine che mostra i militanti che hanno accolto la sua chiamata alle armi contro il Festival di Sanremo e contro la partecipazione dell'altro ieri di Tiziano Ferro e Ricky martin.
Manco fosse in uno stato confusionale che lo ha condotto a non rendersi contro della realtà, il leader ultra-integralista scrive tronfio che «A Sanremo c'è anche il Popolo della Famiglia: il nostro sorridente presidio a pochi metri dal teatro Ariston». Pare però difficile non osservare come a quell'appello abbiano risposto solo in 17 persone.
C'è un vecchietto che ha copiato in bella calligrafia sul suo cartello la frase di papa Francesco che Gianfranco Amato è solito decontestualizzare per i suoi fini, c'è il tizio che sostiene che sia necessario privare i bambini di qualunque tutela giuridica perché altrimenti sono da intendersi come «orfani alla nascita» (anche se nella realtà è lui a voler renderli orfani d uno dei loro genitori). Ci sono poi gli slogan sul «gender nelle scuole» e pure su quello che Adinolfi ama chiamare in maniera dispregiativa «utero in affitto». Insomma, sempre i soliti slogan, peraltro scritti tutti con la stessa calligrafia quasi a sottolineare che sia stata un'unica persona a deciderli per poi imporre la sua idea a chi ha aderito ad un gruppo di persone che pare ami lasciarsi dire che cosa debbano pensare.

Dinnanzi ad un suo proselito che nota come non siano poi in molti ad aver aderito, Adinolfi risponde: «Nessun altro movimento è fisicamente presente a difendere la famiglia naturale, in piazza, sul territorio, in un corpo a corpo». Non è chiaro sapere in che modo voglia «difendere fisicamente» la famiglia (che nel suo gergo non è tanto famiglia secondo natura quanto una "famiglia" basata su un uomo, due moglie e un matrimonio a Las Vegas, ndr), ma di certo l'avrebbe difesa molto di più se si fosse fisicamente gettato sul prete pedofilo che applaudiva i suoi proclami d'odio durante il suo convegno lombardo, anche se forse quel gesto non lo avrebbe aiutato a far soldi sulla pelle dei bambini e di quegli adolescenti gay che lui invita a torturare in quei centri in cui si praticano le fantomatiche "terapie riparative" che sono stati causa di innumerevoli suicidi..

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