Il governo russo avvisa i suoi cittadini: «Non siate omofobi all'estero, non sempre si può essere omofobi come a casa»


Il ministero degli esteri russo ha aggiornato i suoi consigli di viaggio, mettendo in guardia i suoi cittadini verso l'impossibilità di manifestare atteggiamenti omotransfobici in alcuni Paesi.
Ammettendo apertamente come la violenza contro la comunità lgbt sia accettata se non promossa da Mosca (ancor più dopo l'approvazione delle leggi di Putin contro la cosiddetta "propaganda omosessuale"), il ministero avverte che in Francia non è consigliabile ricorrere a «insulti o gesti volgari contro i rappresentanti della comunità lgbt» o che in Spagna i cittadini non potrebbero capire eventuali «dichiarazioni negative su persone che mostrano pubblicamente un orientamento sessuale non tradizionale». Ed ancora, dicono che in Canada c'è il matrimonio egualitario e che quindi non si possono raccontare barzellette sui gay o lamentano che in Austria non sia ammesso insultare l'orientamento sessuale delle persone.
Insomma, una chiara ed esplicita dichiarazione di omofobia che pare buttata lì per ottenere il plauso delle destre anti-europeiste che indicano in Mosca quella che più volte hanno definito come «l'unica vera patria del cristianesimo».
Il Dipartimento di Stato consiglia anche di non bere troppo alcol all'estero, di non opporsi alla gente del posto troppo "friendly" verso le minoranze o di non usare le parole «negro» o «nigga» per definire le persone di colore.
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