Il partito di Adinolfi difende il prete che dice ai ragazzi che l'omosessualità sarebbe «una malattia che va curata»


Prosegue senza sosta la promozione dell'odio omofobico da parte del partito di Mario Adinolfi. Se ieri il loro leader difendeva a spada tratta chi viola la legge a danno dei gay, oggi i suoi seguaci torinesi si sono lanciati nella cieca difesa di chi distribuisce agli adolescenti dei volantini omofobici in cui si sostiene falsamente che l'omosessualità non sia naturale, che sia una malattia e che debba essere curata.
Attraverso un proclami ideologico inconcepibilmente ripreso dalla stampa locale, il gruppo d'odio ha affermato:

Il Popolo della Famiglia-Piemonte esprime la propria solidarietà e vicinanza a don Paolo Gariglio, già parroco a Nichelino (To). È in atto un attacco inaccettabile non solo alla persona di un sacerdote storico che ha fatto tantissimo per i giovani e le famiglie piemontesi ma anche ad un cardinale (S. Em. Severino Poletto) che ha curato la prefazione del libro accusato di omofobia da parte del Comitato Pride di Torino. L’attacco in realtà è indirizzato alla Chiesa Cattolica, che nel Catechismo insegna che l’omosessualità è un’inclinazione oggettivamente disordinata la cui genesi psichica rimane in gran parte inspiegabile (CCC, 2357). Nel campo della spiritualità il termine “malattia” non ha a che fare con la scienza ma con lo spirito. Ribadiamo ancora la nostra più convinta solidarietà e rifiutiamo fermamente le accuse di omofobia rivolte a questo grande sacerdote torinese. 

Peccato che in quelle pagine non si pare si stesse parlando di aspetti "spirituali" nel legittimare ogni forma di violenza omofobica e di pregiudizio con frasi inaccettabili come: «L’omosessualità è presente come innocente e simbolica alternativa all’amore naturale. Quest’incentivo negativo può scuotere le fondamenta naturali su cui si fonda la crescita giovanile e far approdare a esperienze che portano all'anomalia sessuale. È una malattia l’omosessualità, che non puoi permetterti di sperimentare per gioco perché ti lascerebbe tracce che potrebbero farti soffrire e vergognare per tutta la vita». Ed ancora: «L'omosessualità non è un ramo della sessualità umana, ma una fatica, un disagio e spesso un semplice vizio. Come qualsiasi carenza o malattia o difetto va sostenuta, curata, guarita».
Ma si sa, ogni forma di odio deve essere legittimata e benedetta da un gruppo di feroci integralisti che basa il proprio tornaconto sulla quantità di pregiudizio che riusciranno a creare e sul danno tangibile che riusciranno ad infliggere ad interi gruppi sociali. Il bello è che spergiurano pure di voler "difendere" la famiglia, anche se è difficile domandarsi come i loro figli possano non vergognarsi di loro.
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