Trento. Mozione della Lega chiede un divieto preventivo ad ogni eventuale Pride possa svolgersi nel 2018


Forse intenzionato ad ottenere un po' di visibilità grazie ad un'ostentazione di vile omofobia, il consigliere trentino Vittorio Bridi (Lega Nord) ha parlato di un ipotetico Gay Pride che nel 2018 potrebbe svolgersi a Trento e che lui sostiene debba essere inteso come un «misfatto da evitare per la Città del Concilio». Una tesi patetica su cui il consigliere leghista ha basato un'interrogazione al sindaco volta a chiedere «se ritenga opportuno non autorizzare questa manifestazione a Trento e se risulta vero che intende qualificarla con la sua presenza».
In altre parole, il leghista vorrebbe pretendere che alle vittime della sua persecuzione venga negato il diritto costituzionale alla libera manifestazione nel nome di come la città ospitò un gruppo di vescovi tra il 1545 al 1563. Una prassi che pare consolidata per un politico che nel 2011 appoggiò la crociata leghista volta a chiedere l'esposizione di crocefissi nella Camera dei Deputati, anche se quelli erano i tempi in cui ancora si faceva fotografare insieme a Umberto Bossi (in questi giorni condannato insieme al figlio ad altri due anni di carcere per aver speso a fini personali ingenti somme del partito).
Citando le tesi della De Mari, il leghista non ha mancato neppure di citare una lettera ad un quotidiano in cui si asseriva: «In questi tempi è diventato pericoloso dichiarare apertamente ciò che dovrebbe essere naturale, e cioè che i figli nascono dal rapporto tra un uomo e una donna, e che il rapporto omoerotico oltre che debba rimanere sterile, è innaturale». Per chi non lo sapesse, il termine «omoerotismo» è stato coniato dall'integralismo cattolico al fine di negare che possa esistere una qualunque sessualità che non sia l'eterosessualità. Ed ovviamente la natura prevede l'omosessualità mentre è l'omofobia così palesemente ostentata dal leghista a risultare oggettivamente contro-natura.
Deludente è stata la risposta del sindaco che, anziché ricordare come gli articoli 17 e 21 della Costituzione rendano incostituzionale la richiesta della Lega, si è limitato a replicare che «ad oggi non ho ricevuto nessuna richiesta formale da nessuna realtà su questo evento.
Quel che appare certo è Bridi deve avere davvero poche preoccupazioni se la sua massima priorità è pensare ad una manifestazione che forse si terrà il prossimo anno. Evidentemente a Trento tutti stanno bene, tutti hanno un lavoro e non c'è una sola cartaccia per terra se si lui può permettersi di perdere dietro a mozioni che parlando di eventi che forse si terranno tra un anno.
E fa una certa tristezza anche osservare come il leghista pare reputarsi superiore agli altri in virtù di chi si porta a letto e del suo far parte di un partito che rappresenta le donne come bambole gonfiabili utili solo al piacere sessuale di un maschio padano, eterosessuale e sedicente cristiano. Questo, perlomeno, quando non è troppo impegnato con Giovanardi a vegliare contro i gay in compagnia delle Sentinelle in piedi...
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