Preside ricorda che la scuola non è un luogo di culto. L'integralismo dichiara guerra alla laicità dello stato


È la ragione a suggerirci inequivocabilmente che non è e non dev'essere un luogo di culto. Per questo motivo, nel rispetto del principio spesso ignorato della laicità dello stato, il dirigente scuola materna elementare "Ragusa Moleti" ha deciso di rimuovere la statua della Madonna e le fotografie del Papa presenti nell'istituto. Ha anche vietato agli insegnanti di proseguire con l'abitudine di obbligare i bambini a pregare Dio prima di pranzo, ad inizio giornata o prima di merenda, così come ha vietato di obbligarli a cantare e imparare a memoria canzoncine a sfondo religioso.
Si tratta di un atto dovuto, sancito dal parere dell'Avvocatura dello Stato che l'8 gennaio 2009 vietava «la celebrazione di atti di culto, riti o celebrazioni religiose durante l'orario scolastico o durante l'ora di religione cattolica».

Oltre alle proteste di alcuni genitori (evidentemente intenzionati a sostenere la presunta la supremazia del loro Dio contro la libertà religiosa altrui), sulle pagine legate all'integralismo cattolico di estrema destra si registrano reazioni a dir poco tragicomiche. È ad esempio la pagina omofoba "No alla legge Cirinnà" a scrivere:

La sinistra lgbt espelle la religione cattolica da scuola. Genitori minacciano il ritiro dei figli.
Da anni vi stiamo spiegando che il problema non sono i musulmani. Il vero dramma dell'Italia sono i sinistri, che aprono le aule dei nostri figli agli LGBT e diffondono la loro sudicia ideologia tra i bambini. Sono i figli del '68, e per sbaraccarli dobbiamo sbaraccare i loro partiti di riferimento.
I genitori sul piede di guerra. Il preside ha infatti portato le statue di Gesù e Maria nel cesso della scuola. Minacciano di non portare i figli in classe.

Se la storia delle statue di Gesù collocate nei bagni ha tutta l'aria di una bufala, emerge in tutta la sua chiarezza come l'odio lgbt non sia che una delle tante espressioni di un movimento integralista che esige si indottrinino i ragazzi ad un bigottismo che possa renderli facili prede di qualunque personaggio vada da loro a dire che la sua volontà sarebbe il volere di Dio. Un'idea non certo nuova, dato che è dal Medioevo che c'è chi fa leva sul sentimento religioso come strumento politico per soggiogare le masse.

Pare anche evidente che questi fondamentalisti non sembrino conoscere cosa sia il rispetto. Citando i siti di Riccardo Casicoli quel attendibilissima fonte delle loro costanti condanne alle vite altrui (in quel cortocircuito in cui tutto l'odio generato in rete ha sempre la stessa matrice ideologica) raccontano che imporre la statua della Madonna ai bambini altrui sarebbe la massima espressione della vera fede religiosa, contrariamente al permettere a persone a loro sgradite di poter credere in quel Dio che a loro serve come strumento di propaganda. Li troviamo così pronti a denigrare Luxuria, preoccupandosi di parlare rigorosamente al maschile, per condannare quei preti che non vanno dalle persone trans a dier che non devono poter avere fede in Dio. In fondo si sa che Casicoli non si limita a sostenere che il buon cristiano deve essere interessato solo a ciò che i bambini hanno nelle mutande, deve anche rendersi giudice e persecutoer di chiunque non si uniformi ai suoi dogmi e alla sua idologia.
Siamo dunque dinnanzi ad una ferocia xenofoba e omofoba che sconfina in una limitazione della libertà personale. Ma quell'attacco alla laicità dello stato e al principio costituzionale sulla pari dignità non sembra priva di doppi fini. Basta osservare la maniera ossessiva e compulsiva con clui la pagina cita il nome di Matteo Salvini quale "salvatore" che sarà promuovere omofobi e xenofobia per temere che dietro a tutto quell'odio ci sino solo mere finalità di propaganda elettorale.
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