Gli adonolfiniani si vantano dell'esasperazione in cui stanno trascinando le loro vittime



È nel nome di mario Adinolfi che l'integralista Massimiliano Esposito pare esserne certo: i gay non devono poter ballare con chi vogliono se lui, dall'altro della sua presunta eterosessualità, non ha dato il permesso di farlo. Lo pretende perché parte di quel branco violento che va in giro a insultare e diffamare interi gruppi sociali con insulti irripetibili.

A qualificarlo è come si mostri capace di deridere persino il tema della violenza sulle donne, con vignette che mostrano il suo sostenere che il maschio va a lavorare e la femmina debba aspettarlo pazientemente a casa mentre si occupa dei bambini e di fare il bucato. E il risultato è un uomo che sul suo profilo deride così lo sciopero contro la violenza sulle donne:



Aderendo all'abitudine dell'adinolfiniano Filippo Fiani che invita a storpiare i nomi degli altri quale segnale della loro completa mancanza di rispetto vero chi ha una vita non conforme ai desideri sessuali di padron Adinolfi, l'eterosessuale Esposito attacca un nostro articolo asserendo:



Se anche i nazisti si appuntavano medaglie dettate dai torti inflitti agli ebrei, surreale è come il suo isterico scritto non presenti un solo concetto. Cosa ci sarebbe di non corretto nell'aver riportato i suoi virgolettati? Non si sa, ma lui giura di essere stato frainteso mentre dichiara nero su bianco il suo sostenere che due uomini che ballano sarebbero «contro natura» in virtù di come lui voglia imporre l'obbligo di eterosessualità nelle balere.
Si vanta persino di come i suoi attacchi quotidiani ad un gruppo di persone portino all'esasperazione le sue vittime, tronfio nel suo contributo nel rendere il mondo un posto peggiore.

Oltre a voler dettar legge sulle persone con cui gli altri dovrebbero essere costretti a ballare, il fondamentalista ha da ridire persino se nella foto appare più giovane di com'è oggi. Chissà, forse avrebbe preferito quelle immagini pubblicate sulla sua pagina Facebook di propaganda, nelle quali si assiste ad un assiduo uso dei suoi figli minorenni a fini politici in un'esibizione che pare finalizzata ad offendere le persone a cui lui vorrebbe fosse vietato crescere prole. Peccato che i suoi figli non abbiano alcuna colpa nell'essere nati in una simile "famiglia" e non ci sarebbe motivo di gettarli nel tritacarne mediatico solo perché il loro padre-padrone vorrebbe tramutarli in oggetti da cui trarre profitto.
Al massimo si potrebbe convenire sul fatto che la sua foto appare poco piacevole e che molti lettori avrebbero probabilmente preferito quella del maestro Raimondo Todaro, non solo belloccio, ma degno di ammirazione. Padre di famiglia, è disposto a beccarsi gli insulti degli adonolfiniani pur di mostrare che esiste un'Italia migliore in cui gli adolescenti gay non debbano aver paura di esistere anche se il signor Esposito vomiterà il suo odio contro le loro vite. Ed è davvero in difesa dei suoi figli che si batte per un mondo il cui il disprezzo degli adonolfiniani sia rispedito nelle fogne da cui è uscito.
E anche nel desolante unico commento, ecco fioccare quei soliti insulti che paiono rappresentare la loro unica via comunicativa. Insulti, ovviamente basati sul l'emulazione dei propri leader.

Resta comunque il fatto che questa gente pare non capire che il problema non sia tanto loro e la loro ignoranza, ma il silenzio complice di uno stato che non difende i bambini dalla loro ferocia. Come si sentirà un adolescente gay se dinnanzi ad un semplice balletto il signor Esposito si sente legittimato a vomitare tanta violenza? Che effetti mortali potrà avere il suo odio nel contribuire a spingere dei genitori bigottti a diventare i peggiori carnefici dei loro figli?
Non è vero che tutto sia "opinione" e che Mario Afinolfi debba essere lasciato libero di sbraitare che lui odia i gay. In altri paesi i governi hanno vietato simili propagande d'odio, anche perché se il signor Adinolfi o il signor Esposito vogliono promuovere odio contro i bambini a loro sgraditi, forse dovrebbero quantomeno codificare cosa sarebbe quella fantomatica "ideologia gender" che citano ossessivamente. Perché è troppo facile creare isteria e morte sulla base di un qualcosa che nessuno potrà mai contestare un qualcosa che nessuno ha mai teorizzato.
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