Il leghista Pillon: «La priorità è abolire le unioni civili»



Oltre a sostenere l'esistenza delle streghe e a dichiarare pubblicamente che con le loro pozioni magiche creerebbero possessioni demoniache nei bambini iscritti alla scuola pubblica, è al Giornale di Brescia che il neo-senatore leghista Pillon dichiara: «La priorità è abolire le unioni civili».
Si tratta di una presa di posizione contro la società che non è inaspettata dato il personaggio: Pillon risulta infatti il braccio destro di Massimo Gandolfini, tra gli organizzatori del suo "family day" e relatore di innumerevoli convegni anti-gay. Sostenitore della supremazia dei suoi coiti, è indagato per diffamazione nei confronti dell'associazione Omphalos lgbti di Perugia.
Al giornale racconta che la lega è la massima espressione della sua idea di "cattolicesimo", in un attacco a qualunque diversità e in un viscerale odio verso gli stranieri: «Nel programma di Salvini ritroviamo infatti la piattaforma valoriale in cui crediamo -dice- dal significato di famiglia composta da uomo e donna alla lotta al gender nelle scuole, alla necessità di chiamare i genitori mamma e papà, passando per il no all'utero in affitto fino al sostegno alla natalità».
In merito alla sua ossessione per un divieto al riconoscimento di diritti civili alle famiglie gay, dichiara che le unioni civili sarebbero «diventate l’anticamera delle adozioni gay, che a loro volta vanno così a legittimare l’utero in affitto».
Il nesso è ovviamente inesistente, come dimostra un'Inghilterra in cui le coppie gay possono adottare bambini bisognosi dagli orfanotrofi. Sarebbe come sostenere che bisogna vietare alle donne di poter avere figli dato che se le si sterilizzasse tutte si eviterebbero gli aborti.
Quella che Pillon vuole abolire è una norma he si basa sugli articoli 2 e 3 della Costituzione e che è stata indicata come necessaria dalla Consulta. L'eventuale abolizione garantirebbe anche ulteriori condanne da parte della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, diritti basilario che dovrebbeor essere violati nel nome di Simone Pillon e del suo sostenere che chiunque abusi del nome di Dio abbia il diritto di violare i diritti umani delle minoranze per ottenerne un profitto.

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Nella foto: Simone Pillon insieme a Jacopo Coghe e Maria Rachele Ruiu, organizzatori del bus transofobico contro l'educazione al rispetto e dipendenti dell'integralista spagnolo Ignacio Arsuaga.
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