Il leghista Pillon sogna l'Ungheria di Orban. Abusando di due bimbi terminali, promette anche l'abolizione delle DAT



Il neo-senatore leghista Simone Pillon appare molto insofferente dinnanzi a quella libertà che permette ad altre persone di poter compiere scelte diverse da quelle che lui vorrebbe fossero imposte loro. Neocatecumenale esattamente come quel Massimo Gandolfini con cui condivise la dirigenza di un gruppo dichiaratamente omofobo, pare avere anche dei seri problemi con il principio di laicità dello stato.
Ad esempio è nel 2014 che si lanciò in un attacco al divorzio, sostenendo che le leggi dello stato fossero un'offesa al concetto di «indissolubilità» del matrimonio proposto dalla Chiesa Cattolica. Se forse Pillon si era dimenticato che nulla vieta ad un cattolico di poter stare con una persona che magari non ama più, il suo progetto aveva l'unico obiettivo di togliere qualunque libertà a chi avesse optato per scelte diverse. Un principio che trova la sua coerenza nell'osservare come quello stesso integralista che vuole imporre alla donna di dover stare con chi decide lui, oggi si trovi in prima linea al fianco delle associazioni satellite di Forza Nuova nel chiedere che la donna sia obbligata con la forza a dover partorire .
Il fatto che nella foto di apertura lo si veda dialogare amichevolmente con Eugenia Roccella ci porta a presumere che non possa ignorare la realtà testimoniata proprio da quella donna: prima della sua conversione integralista, infatti, l'estremista cattolica fu l'autrice di un libro in cui attaccava il Vaticano e spiegava alle donne come abortire in casa attraverso l'uso di pompe di bicicletta. E il tema è quello: perché se è facile fare populismo promettendo un divieto all'aborto, la storia ci ricorda che la legge venne approvata proprio per evitare l'inutile morte delle madri e per trasferire in un ambiente protetto pratiche che prevedevano tempi certi e impediva quegli aborti tardivi che il mercato nero non esitava a proporre. Quanto basta per domandarsi se Pillon pensi davvero ai feti o se voglia semplicemente essere complice della morte di qualsivoglia madre osi compiere scelte diverse da quelle che lui vorrebbe fossero imposte loro.

Curiose sono anche le loro contraddizioni. Sia il legista Pillon che i forzanovisti di Provita onlus amano sostenere sia fondamentale impedire ai gay di poter essere genitori perché dicono che ciò priverebbe i bambini da un contatto con la madre naturale e farebbe perdere loro le loro radici. Se già pare strano che questo li porti a contrastare anche le adozioni di figli avuti con ex-mogli, interessante è osservare anche come quei presunti legami di sangue paiano non interessargli più quando propongono parti anonimi in cui le donne possano lasciare in ospedale i loro figli al momento del parto.
E qui il tema non è tanto se si sia d'accordo o meno con le singole norme, solo l'evidenza di come i pezzi non combacino e le loro "argomentazioni" paiano semplici giustificazioni a pregiudizi e desideri personali.

Date le premesse, forse non c'è da stupirsi di come il leghista Simone Pillon dica di sognare in un'Italia fatta ad immagine e somiglianza dell'Ungheria di Orban, ossia priva di libertà di stampa, priva di diritti civili ma attenta a rendere legge ogni pretesa avanzata dai leader religiosi. Ed è così che su Twitter scrive:



Ma se quel commento rientra ancora nel campo della libertà di opinione, più opinabile è assistere ad un senatore della Repubblica che abusa di due bambini malati e delle parole del Pontefice per creare inesistenti parallelismi giustificati attraverso un abuso del sentimento religioso.
Se c'è chi pensa che il diritto dei bambini debba prevalere sui desideri dei genitori e che quindi fosse doveroso interrompere un'agonia inflitta artificialmente a due neonati terminali come Chalie e Alfie, è un dato oggettivo che quella vicenda non abbia nulla a che vedere con il biotestamento (ossia alla possibilità i potersi esprimere libere scelte mediche che si subirà durante il proprio fine vita). Ma è mescolando le sue cose e utilizzando un opinabile messaggio di Bergoglio che Pillon dice di voler impedire la libertà di scelta altrui in virtù di come ambisca ad imporre le sue scelte anche a pazienti che la pensano diversamente:




Naturalmente, quando il Papa invita all'accoglienza o quando Gesù invita ad offrire assistenza i forestieri, pare che il leghista Pillon si dimentichi d'un tratto del suo fanatismo religioso si prodighi nel chiedere si faccia l'esatto contrario di quanto predicato nei Vangeli.
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