La Luce di Maria: «Ci sono due gay sul catechismo. Lo si deduce dall'atteggiamento e anche dall'abbigliamento»



È riprendendo il surreale attacco de La Nuova Bussola Quotidiana contro un'edizione del catechismo che sostengono abbia rappresentato Gesù con il volto di Conchita Wurst che il sito ultra-integralista La Luce di Maria si lancia in offese gratuite ed inaccettabili.

In un articolo a firma di Antonella Sanicanti si sostiene che:

Le Edizioni Salesiane Elledici (notissime, tra coloro che insegnano catechismo ai più piccoli) si sono adeguate ai tempi, anzi li hanno superati addirittura ed esibiscono, sulla prima e sulla quarta di copertina del libro di catechismo, dei personaggi che rievocano il mondo gay.
Dunque, pare che ci siano tutti i presupposti per gridare all’omoeresia, un neologismo attualissimo, che segnala un qualunque atteggiamento di coloro che si distaccano dal pensiero della chiesa, in merito all’omosessualità, proponendola come uno stile di vita naturale e alternativo.

Giurato su Dio che quando Gesù invitava a non giudicare probabilmente scherzava dato che la sua Chiesa si fonderebbe su un giudizio mai espresso da Dio contro chiunque non sia fatto ad immagine e somiglianza della sessualità elevata a dogma da quei quei fondamentalisti che passano le loro giornate a vomitare condanne contro donne, gay e stranieri, si passa ad affermazioni ancor più lesive della dignità umana:

Noi, però, vorremmo affidarci solo al buon senso, chiedendoci, semplicemente, come mai una coppia gay compare su un libretto per ragazzi, destinato alla loro educazione religiosa, visto che i gay non possono procreare. In alcuni casi (come in Italia), loro non possono nemmeno adottare e, in quasi tutti i casi, nemmeno sono cristiani, ma si affiancano a filosofie transgender e similari. Qual è il senso e il significato di questo gesto “creativo”?
Che la coppia in questione, con prole annessa, sia gay si deduce dall’atteggiamento delle figure e anche dall’abbigliamento, ad un’attenta osservazione.

Fermo restando che anche il loro amato Massimo Gandolfini non può procreare dato che la sua unione è sterile seppure eterosessuale, pare che il sito sostenga che l'unico senso della vita sarebbe la produzione di bambini o l'adozione da parte dei loro leader. Non solo, l'articolo vaneggia riguardo ad indeterminate «filosofie transgender» prima di sentenziare che i gay non sarebbero cristiani.
Peccato che le statistiche dicano che la maggioranza dei gay sia cristiana, motivo per cui anche il loro tentativo di fomentare l'odio dei bigotti contro di loro si dimostra come l'ennesima violazione dell'ottavo comandamento in un atto di menzogna inaccettabile e lesivo del principio di libertà religiosa garantito dalla Costituzione.

Gli insulti proseguono con un'autrice che vomita le sue condanne mentre dimostra di non conoscere neppure quale sia la differenza tra una transessuale (al femminile) e un uomo che ha creato un personaggio scenico:

Ma non è tutto. C’è, inoltre, da sottolineare (e qui, davvero rasentiamo, l’ “eresia comica”, semmai esistesse questo genere) che il Cristo tra la gente, della prima di copertina, sembra essere ispirato a Conchita Wurst, il famoso transessuale austriaco.
Sottolineiamo, inoltre, che la pubblicazione del libretto in questione -e non sappiamo se si possa ritenerla una semplice coincidenza- è stata autorizzata dalla Diocesi di Torino, dove opera don Carrega che, un paio di mesi fa, divenne noto, al web e alla stampa, per aver disposto un corso sulla fedeltà, per le coppie gay.

L'uso del maschile è un chiaro segno di come questa gente sostenga che il cristiano ha il diritto di ledere la dignità altrui attraverso un linguaggio volutamente offensivo, arrivando ad una diffamazione dei sacerdoti che non ostentano quell'omofobia che l'integralismo ha elevato a dogma di fede.

L'ossessione omofoba di questa gente viene dimostrata anche da come vedano due gay con figli dinnanzi ad un'illustrazione che nel libro viene chiaramente spiegato mostri un papà e il catechista dei suoi figli. Ma forse la realtà non avrebbe permesso loro di poter dare voce alla loro smisurata omofobia e al loro disprezzo verso il creato.
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