Lega e FdI si alleano con Provita contro il diritto di scelta delle donne: «I figli non voluti sono la soluzione al calo demografico»



Ottenuta visibilità mediatica attraverso un vergognoso manifesto palesemente ideato allo scopo di creare indignazione, l'associazione forzanovista Provita onlus ha ottenuto l'appoggio di Lega e Fdi per presenta un opuscolo ideologico e confessionale su quelli che sostengono siano i «danni alla salute delle donne provocati dall'aborto». Al solito la volontà di negare il diritto di scelta alle donne viene spacciato per un atto di cristiana bontà, anche se curiosamente il gruppo fondamentalista tace sulle maggiori morti che venivano causate dagli aborti clandestini prima dell'entrata in vigore dell'attuale legge.
Nella conferenza svoltasi al Senato, l'attacco sulla legge 194 è passata dallo spacciare alcuni senatori della Lega come «esperti in tema di sanità e salute» al sostenere che la senatrice Isabella Rauti di Fratelli d'Italia avrebbe dispensato presunti «dati reali sugli aborti». Per la serie, quello che tutti voi cinoscete sarebbe una bugia perché solo l'estrema destra conosce una «verità» che giustificherebbe l'oppressione di gay, donne e stranieri.
All'incontro era presente Lorenza Perfori (autrice del libretto "Per la salute delle donne" edito da Provita), la senatrice leghista Raffaella Marin, intenzionata a parlare del trauma post aborto, e la senatrice legista Maria Saponara, incaricata di sostenere esistano fondi della sanità mal spesi «mentre poi ci si lamenta del calo demografico con più di 6 milioni di bambini abortiti che mancano all'appello». Ovviamente ipotizzando che Salvini impedirà aborti clandestini, garantirà loro delle famiglie (presumibilmente etero, dato che non vuole genitori gay) e si inventerà un modo per trovare sei milioni di nuovi posti di lavoro nonostante paia già incapace di risolvere l'attuale disoccupazione.
Il moderatore è stato il senatore leghista Simone Pillon, salito alla ribalta delle cronache per la sua crociata «contro la stregonerie nelle scuole di Brescia». Neocatecumenale e membro del comitato omofobo di Massimo Gandolfini, già collaborò con Provita contro i diritti costituzionali dei gay.
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