Ha un'identità non binaria, la scuola cattolica gli vieta di poter parlare alla cerimonia di diploma



In un mondo cui Costanza Miriano non fatica a trovare preti disposti a dichiarare nel nome di Gesù Cristo che «l'omofobia non esiste» e che si tratterebbe solo «un’invenzione per il dominio totalitario sulla mente degli altri», capita che ad una studentessa con identità non binaria venga impedito di poter parlare in pubblico in occasione del suo diploma perché alla curia non piace la sua identità di genere.
È accaduto presso la Holy Cross High School, in Kentucky. La ragazza, insieme alla presidentessa del consiglio studentesco, ha scoperto solamente la mattina stessa della cerimonia che gli interventi degli studenti erano stati giudicati inappropriati dalla diocesi cattolica locale, riunitasi in una «riunione di emergenza» che sostenevano fosse dettata dal timore di ciò che lei potesse dire.
La madre della ragazza ha anche riferito che, prima della censura del suo discorso, il preside della scuola l'aveva contattata per verificare che la figlia non indossasse il trucco e si presentasse in abiti da uomo.
Dato che l'amore vince sempre sull'odio, la giovane ha trovato il modo per superare l'ostacolo. Megafono alla mano, ha ugualmente pronunciato il suo discorso sul prato situato all'esterno della scuola, circondato da un nutrito gruppo di studenti. A loro ha raccontato la sua opinione sul fatto che spetterà alle nuove generazioni cambiare ciò che non funziona in questo mondo.
Il portavoce della diocesi di Covington, Tim Fitzgerald, ha dichiarato che i discorsi degli studenti erano stati vietati perché reputati «politici e incoerenti con gli insegnamenti della Chiesa cattolica».
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