In vista del referendum sull'aborto in Irlanda, i "cattolici" puntano tutto su bugie e fake-news



Domani l'Irlanda sarà chiamata alle urne per partecipare al referendum sull'interruzione volontaria di gravidanza. Ad oggi, l'ottavo emendamento della Costituzione prevede un divieto quasi assoluto, ritenendolo lecito solo se la donna è a grave rischio di vita. L'aborto è considerato illegale persino in caso di stupro o di incesto, nonché quando c'è una grave anomalia fetale.

Se l'organizzazione forzanovista Provita Onlus annuncia fieramente di essere in Irlanda a partecipare alla campagna dei sedicenti "cattolici" contro il diritto di scelta delle donne, lascia sempre sbigottiti di quanta violenza ideologa siano capaci i gruppi legati alla destra cristiana.
Le loro campagne sono state quasi interamente incentrati sull'emotività, proponendo le solite immagini di feti, bambini abortiti o piedini di neonati. Ma immancabile è stato anche il ricorso alla menzogna, al punto che l''Irish Times ha dovuto dedicare numerosi articoli alla smentita delle false notizie diffuse dai cosiddetti "anti-abortisti" sostenuti dalla Chiesa Cattolica.
Sui loro manifesti giurano nel nome di Dio che il «sì» renderà possibile accedere all'interruzione di gravidanza fino al sesto mese, anche se di tratta di una asserzione completamente falsa. E non meno triste è come abbiano emulato Mario Adinolfi nell'utilizzare bambini con la sindrome di Down per fare propaganda, collezionando non poche critiche da parte della società civile.
La lista di scorrettezze prosegue con l'aver utilizzato una canzone di Ed Sheeran che sostenevano appoggiasse la loro crociata, incuranti di come cantante abbia preso le distanze. Ed ancora, come denuncia il Guardian, hanno hanno aggirato le limitazioni decise da Google per la pubblicità online rivolta agli elettori in modo da continuare a promuovere il loro messaggio.

Se è pur vero che qualunque opinione sia lecita, altrettanto non si può dire del ricorso a falsificazioni e menzogne quale mezzi di propaganda asserviti a precise lobby di potere. Non tanto perché simili scorrettezze dimostrano come si dicano "cristiani" solo per mero profitto, ma perché sottolinea una carenza di argomentazioni da parte di chi vorrebbe estorcere ed alterare il loro voto altrui sulla base di una falsa testimonianza.
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