La bufala di Tonielli sui poteri del Presidente



Il 27 maggio 2018, poco dopo le 23, il portavoce del MoVimento 5 Stelle al Senato ha commentato la rinuncia all'incarico di Giuseppe Conte e le parole del Presidente Mattarella pubblicando un estratto del volume “Istituzioni di diritto pubblico” di Costantino Mortati.



Stando alle righe evidenziate in blu, tutto pareva dar ragione a chi sostiene che Matteo Salvini dovesse poter scegliere qualunque ministro volesse senza che il Presidente avesse la banché minima voce in capitolo.
Peccato che l'immagine proposta da Tonielli omettesse il proseguo del testo:

Ciò non toglie che, fermi restando siffatti principi, il Presidente della Repubblica possa, alle volte, specie dopo una crisi di Governo dovuta a frantumazione della maggioranza uscita dalle urne, esercitare una effettiva influenza nella determinazione di una nuova maggioranza poiché, in un regime a pluralità di partiti e politicamente non omogeneo come il nostro (ancora tale anche dopo l’introduzione del maggioritario), non è da escludere che le camere siano in grado di esprimere più di una «formula politica» e, conseguentemente, più di una maggioranza. Ben si intende però che, nello svolgimento della sua azione di moderatore tra i diversi partiti che possono concorrere a formare il Governo, o, ancor di più, di organo compartecipe alla soluzione della crisi, il Presidente della Repubblica dovrà sempre mantenersi al di fuori degli interessi strettamente partitici e mirare soltanto ad assicurare al Paese un Governo che dia ragionevoli garanzie di rispondere all’effettiva volontà popolare e di assicurare il rispetto e l’osservanza della Costituzione.

Ed ancora:

Un ruolo attivo e propositivo può tuttavia essere assunto con somma cautela, dal Presidente della Repubblica (quale “magistratura di influenza”) in caso di “crisi del sistema” e può coinvolgere, in misura più o meno ampia… Occorre però tenere conto che il condizionamento dei partiti nella indicazione dei futuri ministri non può giungere a scuotare del tutto il potere di autonoma proposta da parte del Presidente incaricato come richiede l’art.92, comma, II Cost.

Le due omissioni paiono tutt'altro che veniali, mostrandoci chiaramente come si possa deliberatamente condizionare l'opinione pubblica attraverso semplici decontestualizzazioni di testi estrapolati dal loro contesto.
È lo stesso metodo con cui anche Gianfranco Amato è solito confezionare le sue slide di disinformazione omofoba, nelle quali ama propinare testi decontestualizzati che vengono percepiti come "reali" in quell'assenza di un contesto che possa chiarirne il reale senso.

Basta omettere e si può condizionare l'opinione pubblica. Un'evidenza che dovrebbe far riflettere.
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