Aggredito dopo il Napoli Pride. La vittima punta il dito contro «l'intolleranza e l'odio esternati da alcuni ministri»



Dall'inizio dell'anno si contano almeno 32 casi di omotransfobia noti alla stampa verificatesi in Italia, di cui sei nell'area metropolitana di Napoli. Paiono dunque sempre più gravi gli effetti dell'ondata di violenza promossa dalle istituzioni contro un intero gruppo sociale.
L'ultima aggressione si è verificata in concomitanza con il Mediterranean Pride di Napoli, dove un ragazzo è stato aggredito e malmenato per aver «dato scandalo» nel tornare a casa truccato dopo la parata.
La vittima ha sporto denuncia ai carabinieri e spiega come «l'intolleranza e l'odio contenuta nelle ultime esternazioni di che alcuni ministri della Repubblica stanno inevitabilmente facendo crescere la violenza e l'insicurezza nel Paese, le persone lesbiche, gay, bisessuali e transesuali, ma in generale i giovani sono sempre più esposti alla violenza in un clima generale di odio costruito da una classe dirigente irresponsabile e miope». In fondo gli aggressori hanno assalito uno di quelli che il vicepremier bolla come partecipanti ad «una carnevalata» che è necessario contrastare finanziando con denaro pubblico quel Gandolfini che indica nell'odio omofobico l'unico modo per «difendere la famiglia naturale» da quei quei «contro natura» che Dio odia perché non hanno almeno due mogli sottomesse come Adinolfi o figli avuti da adulteri o fidanzatine temporanee come quel gran cattolico di Matteo Salvini.
Ma dinnanzi ad un bilancio sempre più inaccettabile di una violenza omofoba che ormai sta colpendo vittime innocenti nelle strade, Arcigay partenopea chiede «una rapida discussione e approvazione della Legge regionale contro l'omotransfobia la quale contiene azioni concrete di intervento, anche sul piano culturale e formativo, che in questo momento a nostro avviso è il livello d'intervento principale».
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