Il Codacons denuncia chi soccorre i naufraghi. Il loro presidente resta bloccato in ascensore e presenta un esposto per «omissione di soccorso»



Il Codacons appare ormai come una barzelletta che non fa ridere. Incessantemente impegnato a sostegno del governo, il mese scorso chiedeva il sequestro della Lifeline e l'arresto dell'equipaggio, ritenuto reo di aver soccorso dei naufraghi in mare. A gran voce chiedevano fossero processati per «favoreggiamento dell'immigrazione clandestina».
La scorsa settimana il presidente del Codacons è rimasto bloccato in un ascensore ed ha subito annunciato un esposto per «omissione di soccorso».

Pare una barzelletta, appunto, ma è ciò che emerge dai comunicati stampa diramati dall'associazione. È datato 22 giugno 2018 il proclamo in cui l'associazione offre il suo supporto legale contro i migranti, in un processo che finirà con l'appurare l'infondatezza delle accuse propagandistiche di Salvini. Eppure è con gran enfasi che annunciavano:

Ong "Lifeline". Codacons chiede sequestro nave e arresto equipaggio - Sequestro della nave pirata "Lifeline" e arresto dell'equipaggio che dovrà essere sottoposto a processo in Italia. A chiederli il Codacons, che interviene a sostegno del ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli. "Il comportamento della nave "Lifeline" non solo è inqualificabile ma rappresenta una palese violazione delle norme internazionali in materia di navigazione, e sta mettendo a grave rischio la vita dei migranti ospitati a bordo - spiega il presidente Carlo Rienzi - Un atteggiamento criminale che deve essere fermato immediatamente, anche per impedire la prosecuzione dei reati: per questo chiediamo al Governo italiano di provvedere al sequestro della "Lifeline" e all'arresto dell' equipaggio che dovrà essere processato, oltre che per il mancato rispetto delle norme, anche per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina". Il Codacons invierà inoltre oggi stesso una richiesta al Pm di Catania, Carmelo Zuccaro, che come noto ha aperto una delicata indagine sulle Ong, chiedendo di ascoltare l' associazione in merito all'inchiesta in corso, considerate le ripercussioni dei reati commessi dalle Ong per la collettività italiana e le casse pubbliche.

Spiegata la loro curiosa teoria sulla necessità di ostacolate l'attività di chi salva vite umane nel Mediterraneo, capita che solo poche settimane dopo il loro presidente resti bloccato in un ascensore e il 19 luglio 2018 dirami il seguente comunicato:

Disavventura ieri per il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, rimasto bloccato in un ascensore del Tar Lazio a Roma. Impossibile per lui mettersi in contatto con l'esterno: il telefono di soccorso dell'ascensore non avrebbe funzionato. Rienzi annuncia un esposto per omissione di soccorso.

Evidentemente i pochi minuti in cui Rienzi è restato solo in un comodo ascensore hanno un valore diverso dalle tre giornate passate alla deriva aggrappati ad un pezzo di legno di quei migranti che lui chiede non vengano soccorsi.
Già nel giugno scorso il Codacons dichiarò la sua vicinanza al governo, annunciando di voler lavorare contro l'obbligatorietà dei vaccini anche se a detta degli esperti ciò potrebbe avere pericolose ripercussioni salute dei bambini.
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