Matteo Salvini e lo sciacallaggio sulla morte di Marchionne



Se pare evidente che Matteo Salvini preferisca trascorrere il suo tempo a scrivere sui social network al posto di fare il ministro, provato è come la sua incessante propaganda si basi sul dire ciò che i sondaggi sostengano che i suoi elettori vorrebbero sentire in quel momento. Ha persino fatto sviluppare un software in grado di captare i malumori dei suoi seguaci in modo da scrivere messaggi che sappiano aizzare la loro rabbia.

In occasione della morte di Marchionne, il vicepremier si è affrettato a cercare visibilità con un messaggio di cordoglio in cui gli manifesta la sua piena stima, sostenendo che avrebbe potuto fare ancora molto:



Non ci sarebbe nulla di strano se non fosse che il gennaio scorso Salvini inveiva contro di lui con toni che è solito riservare alla sua campagna d'odio contro la Bolrini e Saviano. Denigrando le sue capacità e accusandolo di furto allo stato (che detto dal tale che non vuole restituire i 49 milioni di euro che il suo partito ha truffato agli italiani pare quasi una barzelletta), scriveva:



E chissà non sia un plagio quello che ha visto la stessa identica frase pubblicata nel medesimo giorno anche da Fratelli d'Italia, con l'unica variante di un diverso hastag per due partiti che elemosinavano voti in nome dell'odio contro Marchionne:

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