Quel governo che sta disumanizzando l'Italia



Secondo Matteo Salvini, questa donna non merita di essere definita «persona» dato che i sondaggi gli suggeriscono sia assai più proficuo bollarla come «clandestina» se si vogliono ottenere voti in cambio di azioni di forza contro la sua stessa vita. Le parole vengono usate per disumanizzare le vittime, alterando la percezione sociale del populino verso chi chi siano i reali soggetti convolati nel dibattito e quale siano le loro storie.
Siamo dinnanzi a persone che hanno affrontato viaggi inimmaginabili, magari anche dopo aver provato sulla propria pelle l'esperienza della tortura, della guerre, della fame e delle oppressioni. Il loro unico sogno è quello di poter tornare a sognare. Ma sulle pagine social di politici che percepiscono centinaia di  migliaia di euro di stipendio, troverete scritto che quelle vite siano «una pacchia» o che il loro viaggio sia stata un'incantevole «crociera». Non vi racconteranno certo che quella donna ha trascorso due giorni in mare aggrappata a un pezzo di legno nel tentativo di non annegare o di come sia stata salvata solo in extremis da angeli che il governo non esita ad etichettare come «buonisti» a cui andrebbero sequestrate le barche dato che ai loro polsi ci sarebbero dei costosissimi «Rolex».
È in questo clima di propaganda che le immagini possono avere un'effetto importantissimo, dato che un solo scatto può smentire le tante parole vomitate dagli imbonitori di palazzo. Curiosamente al polso del soccorritore non si vede alcun orologio di lusso, così come basterebbe avere il coraggio di osservare gli occhi della vittima per comprendere che la sua storia paia tutt'altro che «una pacchia».

Ciò nonostante, persino davanti a questa fotografia si è assistito a leghisti che sbraitavano contro la donna e contro chi le ha salvato la vita, magari dicendo pure che i soccorritori dovrebbero ospitarla a casa loro e a loro spese dato che loro l'avrebbero tranquillamente lasciata affogare.
Se basterebbe fare due conti per comprendere che i costi umanitari sono pressoché irrisori a livello procapite o se paragonati ai milioni di euro che vengono annualmente versati nelle casse del ricco Vaticano, fa paura pensare ad una società in cui c'è chi inneggia a Salvini solo ed esclusivamente perché lui agita rosari mentre vende l'idea che il disinteresse verso il prossimo possa garantire un qualche ritorno economico. Per intascarsi l'equivalente di un caffè, c'è chi è disposto a svendere la propria umanità in un paerto disprezzo verso la vita umana.
Un disprezzo che viene sottolineato anche dalle politiche di chi chiede a Salvini di sancire che la vita umana valga meno della proprietà privata attraverso leggi che rendano legittimo sparare alle spalle di qualcuno se nelle sue mani c'era un  qualche oggetto di valore.

L'imbarbarimento culturale a cui stiamo assistendo è espressione del populismo con cui le destre stanno cercando di acquistare consensi ormai da anni. I loro stessi slogan ne sono un'espressione: «prima il nord», «prima il Veneto», «prima la famiglia», «prima gli italiani». Tutto ruota attorno al principio per cui l'elettore deve prendere più diritti degli altri. Siamo davanti ad una politica che legittima quelle persone che al pronto soccorso brontolano perché i medici si stanno occupando di un codice rosso anche se loro erano arrivato prima con loro codice bianco. L'altro conta meno di noi e noi dobbiamo cercare di ottenere massimo profitto possibile sulla sua pelle.
Il problema non è Salvini, il problema è ciò che viene innescato nella popolazione attraverso l'istituzionalizzazione  lo sdoganamento di ideologie basate sul bullismo, sulla discriminazione e sulla disumanità.
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