Costanza Miriano sostiene che la chiusura dei porti serva a «fare la volontà di Dio»


È dal suo blog che Costanza Miriano spiega ai propri proseliti che a lei non frega nulla dell'opinione di chi potrebbe avere opinioni diverse dalle sue, lei preferisce informarsi solo da chi probabilmente le racconterà ciò che vorrebbe sentirsi dire. Scrive:

Trovo abbastanza insopportabile il tono che sui mezzi di comunicazione, soprattutto quelli cattolici, ha preso la discussione sul tema dell’immigrazione. Dico quelli cattolici perché a me di cosa pensano Soros e Repubblica e l’Espresso della “carità” importa pochissimo. Ma di come mettermi da cristiana di fronte al problema, invece, interessa molto. 

La donna passa poi a sostenere che gente cattiva sosterrebbe che «se non sei a favore di un’apertura totale e incondizionata di tutti i porti e le frontiere non sei un cristiano, usi la croce in modo abusivo e sei fariseo». In realtà tra il negare rifornimenti ad una nave che potrebbe salvare vite umane e aprire le frontiere in modo «incondizionato» esistono vari livelli intermedi. Ma forse non è ciò che le interessa, dato che il suo obiettivo primario pare sia quello di scaglionare Matteo Salvini:

Le parole di Famiglia Cristiana (con quella copertina stupida contro Salvini e tra l’altro graficamente tristissima), invece, no. D’altra parte, non ricordo una sola volta in tutta la mia vita in cui abbia letto in quel settimanale qualcosa che mi abbia fatto bene e sia stato utile, anzi per noi a casa Famiglia Cristiana è l’emblema di tutto ciò che è triste e deprimente, quel cristianesimo borghese che ti fa venir voglia di scappare e fidanzarti con un narcotrafficante colombiano perché una vita avventurosa e anche criminale è comunque meglio di una fede tiepida che sa di tuta in acetato la domenica e riffa parrocchiale.

Siamo alla fase due: chi ha opinioni contrarie va insultato, denigrato ed offeso. Ed è così che si passa al sentito dire. Se qualunque operatore che si occupa in prima persona del tema vi dirà che le Procure sono spesso troppo precipitose nel rigettare le richieste di asilo da parte di chi ha un vissuto che lo porterà ad avere paura a raccontare la verità dei fatti (per intenderci: se si è nato in un Paese in cui si rischia di essere uccisi perché gay, non è che alla dogana ci si sentirà di dichiararsi tale come se nulla fosse), la Miriano preferisce raccontare:

Innanzitutto, i rifugiati, quelli che davvero scappano dalla guerra, quelli sì, vanno accolti sempre. Ma bisogna verificare che lo siano (ad alcuni prefetti in passato era stato chiesto di chiudere un occhio, per esempio). Mi capita di fare questa domanda ai ragazzi che stanno fuori dal supermercato tutto il giorno a chiedere l’euro del carrello – ma che vita è? – e loro rispondono spesso che nel loro paese non c’era nessuna guerra. Tra parentesi, anche lì, che fare? Visto che certamente si tratta di un racket, di posti assegnati da qualcun altro – provate voi a mettervi davanti a un supermercato che non è il “vostro” – bisogna darlo o no, l’euro? O forse è meglio aiutare le mense e gli alloggi della Caritas o delle parrocchie, ma dare a questi ragazzi l’indirizzo?

Siamo alle semplificazioni, mischiando i rifugiati ai migranti e negando il problema di come la legge sull'immigrazione della Lega vieti loro di poter lavorare legalmente a meno che non vengano assunti mentre si trovano nel Paese d'origine.
Ma è nel suo processo di beatificazione di Salvini che la signora Miriano inizia a fare confusione tra un legittimo intervento in Europa contro le leggi approvate da Salvini che impegnano il Paese di attracco a farsi carico dei richiedenti asilo e le accuse di Famiglia Cristiana su chi dice di voler arrestare chi salva vite umane in mare. Ed è ripetendo i soliti slogan che si arriva all'assurdo: i missionari non vogliono che si possa scappare dalle persecuzioni:

Quanto a quelli che non sono rifugiati, la questione è molto, molto più complessa. Bisogna capire cosa il paese di approdo possa offrire, e in questo senso il gesto di un ministro degli Interni che chiama alla responsabilità i suoi colleghi degli altri paesi dell’Unione Europea, affinché oltre a darci tanti pesi e balzelli si sobbarchino insieme a noi il peso dell’accoglienza mi sembra affatto un gesto satanico, ma anzi un atto di carità, se serve a dare più possibilità a chi approda (ci sono più paesi, più spazio, più posti di lavoro in dodici paesi occidentali che in uno solo, a occhio e croce). Può essere un gesto cristiano se serve a mettere regole certe stroncando il commercio di esseri umani e le torture a cui vengono sottoposti questi fratelli; se serve, infine, a non alimentare speranze illusorie. Se serve ad aiutare i missionari che stanno sul posto e ci implorano di non far partire i giovani uomini, perché non sanno cosa troveranno qui da noi, e non hanno nessuna speranza di elevarsi socialmente, ma anzi l’unico effetto di abbassare il costo dei lavori più umili.

Si arriva così al solito ritornello sul fatto che gli altri ci toglierebbero qualcosa:

Non importa se quello che hai davanti ha la pelle scura o se invece è un padre italiano di tanti figli. Qualcuno bussa, e cerchi di aprire. Quando hai finito le risorse dici “mi dispiace, adesso non posso perché ho una famiglia e devo pensare a loro”. Nella carità ci vuole ordine, intelligenza, sapienza.

Non manca il sostenere che anche il superfluo sia preferibile all'aiuto dei bisognosi:

L’ordine e l’intelligenza delle cose è fondamentale anche per fare la volontà di Dio, che non è mai una cosa emotiva e superficiale. Io quando vedo un prelato che gira con l’autista (anche uno di questi che adesso fanno la morale sull’immigrazione) sinceramente non penso mai che sia uno scandalo: penso che se usa il suo tempo per fare cose importanti per il bene della Chiesa, è giusto che non lo perda a cercare parcheggio. È lo stesso principio per cui – avendo la grazia di poterlo fare, magari investendo tutti i risparmi su quello – mi sono fatta aiutare in casa quando avevo i bambini piccoli, perché altrimenti sarei stata tutto il tempo libero dal lavoro a stirare e pulire per terra, e io invece preferivo stare con i miei figli il più possibile (gli aiuti, comunque, non bastavano).

C'è chi potrebbe osservare che a pagargli la donna di servizio non ci fosse solo «la grazia» ma anche gli assegni che riceva come madre single dato che non ha trascritto in comune il matrimonio celebrato in Chiesa anche se tale atto era in violazione del Concordato (quello che fa sì che siano le tasse segli italiani a pagare l'autista dei preti).
Come prassi, la Miriano non si esime neppure dal tirar fuori una storiella che cerca di ridurre i concetti generali al suo orticello, sostenendo che il suo vissuto possa valere come regola perché glielo ha detto un prete:

Una volta mi ero affezionata a un ragazzo con una storia molto problematica: era il figlio di una prostituta e viveva con lei e un uomo diciamo molto, molto particolare, non posso dire di più. Volevo invitarlo a casa nostra qualche pomeriggio, per dargli un po’ di calore familiare e farlo giocare con i miei figli. Avevo intuito che gli sarebbe piaciuto da come accoglieva con stupore i miei sorrisi. Però era violento, forse aveva già fatto le prime esperienze di droga, di certo quelle col sesso. Bene, il mio padre spirituale me lo proibì senza alcuna esitazione, e con parole fermissime. Non sei in grado di aiutarlo, e rischieresti di fare un danno ai tuoi figli mettendotelo in casa (ero spesso sola coi bambini e questo ragazzino era più grosso di me).

Si arriva così al patetico, ricorrendo alla sua versione del «perché non ospiti i migranti a casa tua» che tanto va di moda sui social network:

Altrimenti, ai prelati che ci fanno la morale direi che nella Cappella Sistina dormirebbero con delle brande centinaia di “migranti” (ma perché li chiamano migranti e non immigrati, per darci l’idea che sono solo di passaggio e farci meno paura?). E anche a piazza san Pietro si potrebbero mettere delle tende e concedere la cittadinanza vaticana a due/trecentomila persone, e tanto che ci siamo smettere di fare i controlli e chiedere i documenti per entrare dalla porta di sant’Anna, se i muri sono una cosa tanto brutta. E invece non lo dico, proprio per niente, perché certi muri servono, servono a custodire il bene comune in modo intelligente, e trovo giusto che la sede della Cattedra di Pietro sia preservata, ordinata e sicura, perché è un bene di tutti, e mi va bene anche pagare il biglietto a Castel Gandolfo perché chi custodisce la struttura ha diritto a uno stipendio. Se i seminari e gli istituti religiosi non vengono aperti senza criterio ai barboni lo trovo giusto, perché servono a formare sacerdoti, che a loro volta moltiplicheranno il bene.

Il tutto per tornare ad attaccare un giornale che osa conteatre la sua illusione sul fatto che non ci si debba sentire responsabili delle persone che muoiono in mare solo perché c'è chi le reputa un "costo". E spesso a vomitare quei giudizi sono proprio le persone che si sono arricchite grazie alla colonizzazione a allo sfruttamento delle terre che ora vorremmo non ci presentino il conto. Ma lei preferisce che si chiuda chi dice quelle cose perché a lei piace pensare che non si sia nulla di male nel fregarsene del fratello e di lavarsi le mani come Ponzio Pilato:

Magari tante risorse inutilizzate della Chiesa potrebbero essere usate meglio, ma anche qui con intelligenza: gli affreschi antichi, segno di una fede tramandata per migliaia di anni vanno custoditi anche se costa, mentre invece il giornale dei paolini fatto dall’ex direttore di Novella 2000, visto che ha perso il 60% delle vendite si potrebbe anche chiudere, per dire. Chissà quanti posti letto entrano in redazione.

E dopo tutto questa supercazzola volta a giustificare il razzismo e il menefreghismo, non pare curioso che la signora Miriano si sia dimenticata di prendere in esame quello che Gesù diceva riguardo al tema? Magari Gesù non la aggrada, ma pare fosse stato molto chiaro quando disse: "ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi". Gesù ha indicato sei azioni concrete per avere in eredità il Regno dei Cieli, ma pare che la Miriano preferisca pensare all'autista dei vescovi e alla poveraccia che stira al suo posto.
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