Quei leghisti che si fingono elettori del Pd per diffamare gli avversari


È un certo Tommaso Ciarponi che in un post pubblicato su Facebook (ed ora rimosso) commentava i fatti di Genova scrivendo: «Lo sapete qual’è l’unica cosa che mi dispiace dell’incidente di Genova? E’ che sotto il ponte non ci siano rimasti schiacciati quei vermi di Salvini e Di Maio! E ora blaterate pure analfabeti funzionali».
Come immagine del profilo veniva mostrato il simbolo del Pd, quasi a voler far intendere che lui fosse un sostenitore del partito (oltre ad ignorare che "qual è" si scrive senza apostrofo).
Come appurato da David Puente, alcuni dettagli non tornavano, ad iniziare da come il leghista che negli screenshot lo insultava risultasse un suo amico. Altri messaggi del suo profilo lo indicavano come uno sfegatato seguace del "comandante" Salvini, così come il simbolo del Pd sarebbe stato pubblicato solo tre ore prima del post che ha suscitato tanta indignazione sui social.
Ulteriori indagini hanno permesso di osservare come il profilo sia nato solo pochi mesi fa, mostrandoci un personaggio che da subito ha iniziato a parlare di politica con toni spesso sopra le righe, in particolar modo inveendo contro il Pd auspicando che il M5S propendesse per un'alleanza con la Lega.
Come egregiamente dimostrato da Puente, tutto lascerebbe intendere che il profilo sia stato usato per diffamare gli avversari politici attraverso falsi messaggi pubblicati a loro nome.
Ovviamente il presunto signor Ciarponi criticava chi lascia morire i migranti in mare, di fatto auspicando di contribuire all'odio contro di loro. Tra i profili seguiti, oltre a Salvini e Di Maio, immancabili erano i like dispensati ad Alleanza Cattolica o alla CitizenGo (due realtà che, in nome del fantomatico "gender", hanno di fatto contributo a promuovere la Lega).

Dopo l'accaduto, il profilo di Ciarponi ha ossessivamente ripubblicato i suoi insulti a nome del Pd, evidentemente sperando di mettere a frutto l'attenzione ottenuta.«Dopo le mie parole di ieri -scrive- centinaia di populisti si sono riversati nel mio account per attaccarmi. Ma non mi interessa. Ringrazio anche quelle poche decine di compagni del PD che hanno supportato la mia dichiarazione, quello che conta è continuare questa battaglia contro il Populismo acefalo fasciogrilloleghista».
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