Pillon, Gasparri, Malan e Pagano annunciano la nascita dell'intergruppo parlamentare che riunisce i fedelissimi di Massimo Gandolfini



È presso la sala stampa del Senato che alcuni parlamentari aderenti alla Lega e ai partiti a loro vicini hanno annunciato la nascita di un intergruppo parlamentare che ha giurato eterna fedeltà a Massimo Gandolfini. L'organizzazione si chiamerà "Famiglia e Vita", in quella ridefinizione ideologica delle parole per cui dal concetto di "vita" sarà escluso chiunque non abbia cittadinanza italiana e nella "famiglia" rientrerà solo chi risulterà conforme ai distinguo promossi dal fondamentalismo cattolico, basato sul sostenere che si fondi sull'eterosessualità e che debba avere l'unico scopo di produrre italici bambini.
Sotto lo sguardo attento del loro leader, Massimo Gandolfini, alla conferenza stampa erano presenti anche i soliti nomi legati all'omofobia organizzata: Montaruli (FdI), Quagliariello (Noi con l'Italia), Gasparri (Forza Italia), Pillon (Lega) e Pagano (Lega).

I senatori dicono di voler arginare la «deriva antropologica» che sostengono sia rappresentata dal riconoscimento di diritti civili ai gruppi sociali a loro sgraditi. Hanno anche asserito che la loro iniziativa «nasce sotto l’egida del Family Day».
Durante gli interventi, Massimo Gandolfini ha sostenuto che «il periodico ritorno» di proposte legislative «che affrontano temi eticamente ed antropologicamente sensibili» avrebbe fatto maturare «la necessità» di radunare i suoi fedelissimo sotto un unico vessillo. Il riferimento è all'educazione al rispetto nelle scuole o il contrasto dei crimini di matrice omofoba
Maurizio Gasparri (Forza Italia) ha elogiato la manifestazione del Family Day, sostenendo sia stato in grado di «rompere schemi di luoghi comuni e politicamente corretti» e si dice certo che «in questa legislatura il contesto appare più confortante» alla promozione e all'imposizione della loro ideologia. Se una persona normale sarebbe portata penserebbe che chi non è d'accordo con i matrimoni gay dovrebbe ritenersi soddisfatto di avere la libertà di poter decidere di non sposare un gay, il loro obiettivo è l'imposizione di leggi e di norme che impediscano agli altri di poter vivere in un modo diverso dal loro volere. Praticamente una dittatura del pensiero unico.
Gaetano Quagliariello (Idea) ha affermato che «la scorsa legislatura è stata orribile per chi crede che siamo in piena emergenza antropologica» e ha sostenuto che le unioni civili sarebbero un «istituto sensibile e divisivo». Anche in questo caso, sembra che il senatore perderebbe il sonno all'idea che altri possano avere i suoi stessi diritti anche se hanno un orientamento sessuale diverso dal suo.
Il neocatecumenale Simone Pillon (Lega) ha sfruttato il suo intervento per salutato Carlo Casini, ossia l'ex parlamentare Ucd che era presente in sala, mentre Augusta Montaruli (Fratelli d’Italia) ha sottolineato come lo scopo primario del gruppo sarà quello di cercare di limitare il «riconoscimento delle coppie omosessuali» da parte di diversi sindaci di città italiane. A lei si è accodato Lucio Malan (Forza Italia) cjhe ne ha approfittato per attaccare la magistratura e per sostenere che i giudici proporrebbero «sentenze creative» su «temi antropologici» quando agiscono in base supremo interesse dei minori.
Ad avercela con i minori pare sia anche Pagano (Lega), il quale ha dichiarato che «il nostro intergruppo può agire per ribadire che la legge sulle unioni civili non prevede l’adozione e dunque si può chiedere di fermare l’iscrizione all'anagrafe di bambini con genitori dello stesso sesso». In altre parole, è per gratificare la sua omofobia che vorrebbe togliere diritti ai bambini e tentare di renderli orfani di genitori in vita.
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