Salvini: «Obiettivo di questo governo è chiudere tutti i campi Rom in Italia entro la legislatura»



Intenzionato a compiacere ogni forma di odio e di razzismo per interessi elettorali, Matteo Salvini ha firmato uno tra i decreti più aberranti e probabilmente incostituzionali della storia repubblicana. Lo dichiara lui stesso in un post auto-celebrativo pubblicato sui social, dicendosi «felice» di aver reso l'Italia razzista quanto lui la sognava. E il suo continuare a ripetere lo slogan «io vado avanti» come riposta ad ogni critica o dubbio di costituzionalità, ricorda in maniera preoccupante quel «si tira dritto» con cui il fascismo risposte alle critiche per le prime leggi razziali. Ed ovviamente anche Mussolini sosteneva di voler «difendere la razza» e di voler rendere più sicura l'Italia, motivo per cui è abbastanza patetico osservare come il leader leghisti pretenda di potersi auto-assolvere da ogni paragone senza che siano osservatori esterni a poterlo appurare.
Continuando a raccontare la sua favoletta sul fatto che il razzismo garantirà "sicurezza" all'italico popolo, Salvini ha abolito il permesso umanitario per i profughi e ha stabilito che gli stranieri potranno essere considerati colpevoli anche sulla base di un semplice sospetto (contro il principio costituzionale per cui in Italia tutti sono innocenti sino a prova contraria). Inoltre la cittadinanza diverrà revocabile e il Viminale potrà prendere dei cittadini ormai italiani e decidere di rimpatriarli chissà dove.

Salvini ha illustrato il suo decreto asserendo che non ha ancora affrontato il tema dei Rom ma che ha già in mente qualcosina anche contro di loro: «Obiettivo di questo governo è chiudere tutti i campi Rom in Italia entro la legislatura», ha dichiarato.
Dopo il decreto anti-migranti e il preannunciato provvedimento contro i rom, c'è da domandarsi quale sarà la prossima categoria successiva che risulterà vittima delle sue crociate. Magari deciderà di seguire le orme di Mussolini e pretenderà che i gay siano cacciato al confino o magari obbligherà le donne a sottomettersi al maschio citando e punirà chi denuncia stupri a meno che non siano commessi da stranieri.

Nei giorni scorsi il Colle aveva sollevato molti dubbi sulla costituzionalità del provvedimento. Maurizio Martina tuona: «Con il decreto Salvini ci saranno più insicurezza e più clandestinità. Meno diritti e meno doveri. Così il Paese rischia». Gli fa eco Emanuele Fiano: «La sospensione della richiesta d'asilo prima di una sentenza definitiva produrrà sicure eccezioni di costituzionalità che, al di la dell'obiettivo ricercato, mettono a rischio il sistema della certezza ordinamentale a proposito dei diritti fondamentali. In questo decreto c'è molta propaganda, ma non si vedono i benefici e le soluzioni tanto sbandierate dalla Lega e dal M5S nei mesi della campagna elettorale». Pierfrancesco Majorino aggiunge: «Il decreto Salvini è il contrario di quel che serve. Produce l'effetto immediato di avere migliaia di richiedenti asilo per i quali non verranno organizzati corsi di italiano, corsi di formazione, attività volontarie. Salvini li vuole tutti in giro a fare l'elemosina».
Anche la Chiesa ha preso le distanze dall'odio leghista e annuncia che continuerà a fare la sua per i migranti: «Come Pastori -ha detto il Presidente della Cei, Gualtiero Bassetti- riconosciamo di non possedere soluzioni a buon mercato, ma questo non ci impedisce di continuare a sentirci responsabili di fratelli la cui storia sofferta ci chiede senza mezzi termini di osare la solidarietà, la giustizia e la fratellanza». E alla politica chiede che «non ceda alla tentazione di strumentalizzare le paure o le oggettive difficoltà di alcuni gruppi e di servirsi di promesse illusorie per miopi interessi elettorali».
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