Sgrabi: «Il matrimonio gay è un culimonio. La destra dev’essere riconoscente a Salvini»



L'organo di stampa ufficiale di Fratelli d'Italia non perde una sola occasione per promuovere l'odio e per sdoganare l'insulto gratuito come mezzo lecito di attacco ai diritti civili altrui. Ed è così che dicono di essere rimasti «stupiti» dalle parole omofobe pronunciate da Vittorio Sgrabi, scrivendo:

Vittorio Sgarbi ha scelto la platea di Atreju per lanciare l’ennesima provocazione. Partendo da un tema sacrosanto, e cioè la difesa di un linguaggio che sia aderente alla realtà e non obbediente alle logiche del politicamente corretto, il parlamentare di Forza Italia e sindaco di Sutri ha detto: “Una cultura di minoranza, quella che prospetta il “culimonio” (il dono del culo) non può stabilire che mio padre diventi “Genitore 1”. Per questo – ha concluso Sgarbi – la destra dev’essere riconoscente a Salvini che si è opposto a questa corruzione della lingua che ci ha via via costretti a rinnegare valori cristiani”.

Se probabilmente Sgrabi si farà pagare in salario in sale (data che quella è l'etimologia), è aberrante come sostenga che l'odio contro le famiglie gay è da lui inteso come un «valore cristiano». Tra insulti e false affermazioni, pare surreale che si sostenga che i moduli che per decenni hanno riportato spazi destinati ai genitori debbano ora riportare specifiche sui sessi in modo che Sgarbi possa trovare scritto chi dei suoi due genitori ha un pene e chi ha una vagina.
Forse disposto a tutto per qualche minuto di visibilità, Sgrabi non ha fatto altro che ripetere insulti che aveva già dispensato nel 2015 quando venne invitato alla camera da Carlo Giovanardi.

In un'ode a qualunque forma di omofobia, il Secolo d'Italia aggiunge:

Uno Sgarbi che ha indossato i panni del conservatore, insomma, dopo la trasgressiva mostra a Sutri con i nudi maschili di Wilhelm Von Gloeden che hanno messo in fuga i porporati durante l’inaugurazione. Il suo intervento è stato incentrato soprattutto sulla lingua come patrimonio sempre vivo da custodire: “La parola patria – ha sottolineato Sgarbi – non ricorre più. Ed essendo stata uccisa la patria, hanno anche ucciso il generatore: il padre. Io penso a mio padre e a mia madre. Non al “Genitore 1” e al “Genitore 2”. Il padre è il fondamento della famiglia. E la destra deve ripartire dalla difesa della famiglia”.

Se il padre è «fondamento della famiglia» in quanto maschio, di sua madre che dice? Era la schiava o un oggetto utile solo alla riproduzione? E perché mai la destra dovrebbe odiare l'Italia al punto da imporre agli italiani l'educazione che ha fatto uscire un personaggio come Sgrabi?
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