Struttura di Torre Annunciata nega il guadino alla coppia gay: «Gli sposi devono essere un uomo e una donna»



«Tutti possono fare foto ma gli sposi devono essere un uomo e una donna. A noi non interessano i soldi, interessa la morale». È quanto una coppia gay si è sentita dire dai gestori di Villa Tiberiade di Torre Annunziata.
A raccontare l'ennesimo caso di discriminazione omofoba sono stati i due ragazzi in un servizio mandato in onda da Sky Tg 24. La proprietà della struttura è gestita da un ordine religioso che ottiene un notevole introito dall'organizzazione di eventi e cerimonie, proponendo servizi fotografici a pagamento all'interno del proprio giardino in riva al mare.
È un business, non un luogo di culto, eppure non hanno esitato a stuprare il nome di Gesù come legittimazione al loro sostener che chi agita un rosario possa farsi beffa del principio di pari dignità. Ovviamente è facile immaginarsi che i gestori dell'attività economica in questione non accetterebbero discriminazioni basate sul loro voto sacerdotale, sottolineando quanta violenza sia insita in chi pretende di poter discriminare senza essere discriminato.
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