Sul "gender" tutto è già visto: la «Sezione 28»



Se vi dicessi «Sezione 28» o «Articolo 28» cosa vi verrebbe in mente? Magari il 28° articolo della nostra costituzione? Ma no... perché, in questo caso, parliamo dell'Inghilterra, ma non della costituzione inglese ma del Local Government Act del 1988. Ma di che cosa parla questo benedetto articolo? Naturalmente di "propaganda" omosessuale a scuola (come da noi adesso con il "gender nelle scuole". All'epoca c'era il problema dell'AIDS, con tutto lo stigma che gli omosessuali dovettero ricevere per questo (il picco avvenne nel 1987, l'anno prima che la legislazione fosse emanata, il 75% della popolazione inglese affermava che l'omosessualità è "sempre o per lo più sbagliata" e solo l'11% credeva che essa non fosse mai sbagliata), e fu per questo facile per i conservatori introdurre questa norma. La norma introduceva l'impossibilità per gli enti pubblici di finanziare progetti LGBT (vi ricorda niente per caso? Tipo il caso Iene sull'Unar, poi smentito dalla corte dei conti, in cui si presentava l'ente intento a finanziare circoli orgiastici con i soldi pubblici). Questa norma portò alla chiusura di gruppi di supporto scolastici LGBT e a molta censura. La sezione venne abolita soltanto nel 2003 ma vorrei farvi notare chi e cosa disse al riguardo.
Il parlamentare Jill Knight, che sosteneva che gli omosessuali «insegnavano l'omosessualità ai bambini di 5 anni» (vi ricorda qualcuno?) disse nel 1999 «Perché mi sono preso la briga di andare avanti con essa [la Sezione 28] e intraprendere un percorso così pericoloso? ... Sono stato contattato da genitori che si sono opposti con fermezza ai loro figli a scuola, incoraggiati all'omosessualità in cui insegnavano che una normale famiglia con mamma e papà era obsoleta. Per aggiungere un insulto alla loro ferita, erano infuriati che fossero i loro soldi, pagati con le tasse comunali, che venivano usate per questo. Tutto questo è successo dopo le pressioni del Fronte di Liberazione Gay. A quel tempo mi sono preso la briga di fare riferimento al loro manifesto, che affermava chiaramente: "Lottiamo per qualcosa di più della riforma, dobbiamo mirare all'abolizione della famiglia». Come potete vedere tutti i cliché del caso: vogliono abolire la famiglia, vogliono indottrinare i nostri figli, ci sono le lobby gay ecc....
Peter Bruinvels, parlamentare di destra, dichiarò perfino che: «Non sono d'accordo con l'omosessualità, penso che la clausola 28 contribuirà a metterla fuori legge e il resto sarà fatto dall'AIDS, con un numero considerevole di omosessuali che muoiono di AIDS, penso che sia probabilmente il modo migliore» arrivando ad augurare la morte a qualcuno.
Ma anche l'allora segretario dell'istruzione Theresa May si complimentò con l'approvazione della norma: «una vittoria per il buon senso» salvo, anni dopo, poi scusarsi. Sorte analoga toccò a David Cameron che etichettò Tony Blair (primo ministro del governo che voleva abolirla) come "anti-famiglia", accusandolo di volere la "promozione" dell'omosessualità nelle scuole. Propose anche una nuova clausola che gli attivisti LGBT nominarono "Sezione 28 della porta sul retro". Poi sappiamo tutti come andarono le cose, David Cameron si scusò e propose e ottenne il matrimonio egualitario per tutti in Inghilterra.
Non so se il suo o quello di altri sia un pentimento sincero o un machiavellico calcolo politico ma almeno delle cose buone (per la communità LGBT) poi le hanno fatte. La riflessione comunque è un'altra, perché i politici continuano a fare cazz*** sapendo (perché lo sanno) che verranno cassate dalla storia e odiate dal popolo che dicono di voler proteggere?

Marco S.
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