Tagli al welfare e aumento dell'Iva. Così il governo finanzierà le sue promesse elettorali



L'hanno chiamata «manovra del popolo» e Salvini dice la si debba ritenere una «rivoluzione del buonsenso». È stata annunciata dal balcone di Palazzo Chigi con un Luigi Di Maio che, davanti ai suoi parlamentari riunitesi nella piazza, ha aver di aver «abolito la povertà».
Ma la Legge di Stabilità 2019 si basa su un deficit al 2,4% e sulla rischiosa scommessa fatta sulla pelle degli italiani che si basa sul sostenere che fare più deficit ed aumentare la spesa farà aumentare la crescita.
Dalle tabelle della manovra emergono anche cifre che non sono state sventolate davanti alle telecamere, come quei 5 miliardi di euro sottratti al welfare (ossia sanità, scuola, assistenza, pensioni, lavoratori pubblici, investimenti) o i tagli a non specificate «agevolazioni fiscali». Non solo. Il governo che diceva di voler nazionalizzare le autostrade e l'Alitalia ha messo nero su bianco l'intenzione di portare avanti un rafforzamento della strategia di riduzione del debito «attraverso privatizzazioni, dismissioni del patrimonio immobiliare e riforma delle concessioni».
La «graduale introduzione» della flat tax «sarà coperta da una riduzione delle spese fiscali e da una rimodulazione delle aliquote IVA». Il termine "rimodulazione" generalmente significa aumento e quindi costi più alti per i beni di consumo.

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