Domani l'udienza per la senatrice leghista che chiedeva «forni per i migranti»



Si terrà domani nel Tribunale della Spezia alle ore 10, davanti al Giudice per le indagini preliminari Mario De Bellis, l'udienza che vede indagata per il reato penale di razzismo la Vice presidente del gruppo parlamentare di Lega Nord al Senato Stefania Pucciarelli. La denunciante Aleksandra Matikj, Presidentessa del "Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione" commenta: «Ci sarò senz'altro, di persona. Vorrei spiegare che il fatto è molto semplice, la Senatrice Pucciarelli, allora Consigliera della Regione Liguria, ha messo 'mi piace' ad una frase razzista, abominevole, giustificandosi che "non aveva letto in modo approfondito" ma era un commento tanto sintetico e corto che era quasi impossibile non averlo capito subito, soprattutto per il tono del contenuto dell'autore Davide Tempone che scrisse: "Certe persone andrebbero eliminate dalla graduatoria dal tenore di vita che hanno. E poi vogliono la casa popolare. Un forno gli darei". Mi dispiace ma non lo possiamo accettare. La Consigliera Pucciarelli, in quanto fu e lo è tuttora, una Rappresentante dello Stato italiano, avrebbe dovuto tutelare anche noi migranti in Liguria, ora in Italia, e non invece andare ad apprezzare un pensiero come quello che vede sterminati quasi venti milioni di vittime e di bambini nei campi di concentramento. Se passa questo fatto con leggerezza, si potrebbero verificare anche degli altri e certi commenti pubblici, dai Rappresentati statali poi, sono anche una forte fonte di istigazione contro gli Immigrati. Quello che temiamo è che si creino anche degli scontri sociali tra il Popolo italiano e gli Stranieri, siamo preoccupati. Le persone, anche gli adolescenti, se non Italiani, sono sempre più esposti agli attacchi verbali e fisici, le Autorità giudiziarie fermino l'odio prima che diventi un fatto 'normale'. Ci aspettiamo questo domani, giustizia ma soprattutto che siamo difesi, nel presente ed in futuro. Vogliamo soltanto vivere tranquilli, lavorare o studiare, contribuire in Italia perché tanti di noi, come me, sono Profughi di guerra. Siamo amici degli Italiani, non diversamente. Vogliamo soltanto essere rispettati e rispettare. Tutto qua».
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