Polonia, la polizia ferma i 300 estremisti di estrema destra che hanno assaltato il Pride di Lublino



Per quanto i vari leghisti alla Gianfranco Amato o alla Simone Pillon amino sminuire, denigrare e insultare i Pride al solo fine di legittimare l'odio dei loro seguaci contro i gay, è la cronaca a raccontarci che la visibilità è molto complicata laddove i loro colleghi fondamentalisti hanno sufficiente potere da riuscire nel demoniaco tentativo di stuprare il nome di Dio al fine di danneggiare tangibilmente la vita del prossimo e non solo di fatturare denaro attraverso presunti "convegni" dove il Povia di turno può canticchiare le sue canzoncine su quant'è bello e "cristiano" negare accoglienza ai bisognosi in "difesa" di quella che lui sostiene sarebbe la supremazia del suo essere maschio bianco, eterosessuale e privo di remore nell'agitare rosari con finalità discriminatore.

A Lublino, nella Polinia tanto decantata da Provita Onlus e da altri gruppi vicini alla destra ultranazionalista, gli agenti di polizia hanno dovuto scortare i partecipanti al primo gay pride dopo che svariati estremisti di estrema destra hanno cercato bloccare la parata. Questo dopo che gli organizzatori avevano deciso di chiamare "marcia dell'uguaglianza" la loro manifestazione proprio per impedire strumentalizzazioni sin troppo scontate da parte dei fondamentalisti (come quell'Amato che pubblicava fotografie decontestualizzate di parate scoltesi chissà dove per incitare i varesotti all'odio e  per chiedere alle autorità un vero alla libertà di manifestazione altrui in ode a quella che lui sostiene sarebbe la presunta "supremazia" dei suoi coiti).
Anche in Polonia i violenti hanno giocato la carta della fede religiosa, ripetendo i soliti slogan sul fatto che Dio odierebbe i gay ed esalterebbe chi immola la propria vita alla promozione dell'odio contro di loro.
Gli agenti sono dovuti intervenire con gas lacrimogeni e un cannone ad acqua per disperderli. nei gironi scorsoi la posizione omofoba assunta dal "cattolicissimo" sindaco hanno alimentato quelle tensioni sociali culminati con gli attacchi neofascisti. Il 61enne aveva infatti deciso di non autorizzare la marcia per accontentare gli estremisti che avevano annunciato una contromanifesatzione. E se ciò non fosse bastato, il presidente del voidovato di Lublino Przemysław Czarnek aveva registrato un video in cui accusava di «devianza, perversione e incitamento alla pedofilia» gli organizzatori della marcia.
Insomma, ignoranza, paura e propaganda sono gli stumenti che in Polonia, come in Italia, vengono sfruttati da chi agita rosari e bestemmia Dio per promuovere il male e un nuovo neofascismo. E chi tollera o prende sottogamba la propaganda di certi fondamentalisti, forse dovrebbe rendersi conto che sta contribuendo a essere complice di tutto questo.
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