Verona. Il consiglio comunale non condanna più le parole di Zelger contro i gay



Il consiglio comunale di Verona prosegue nella sua strenua promozione dell'odio omofobico, fremendo in attesa che Salvini gli faccia ospitare il convegno integralista per la ridefinizione della famiglia che sarà organizzato in città dagli evangelici statunitensi e dalla chiesa ortodossa di Mosca.
Ed è così che, in ode ad un Salvini che ha collezionato una madre diversa per ogni suo figlio mentre blaterava di "famiglia tradizionale", il consiglio comunale ha deciso di non condannare più le parole di Zelger contro i gay.
Il testo della mozione è stato modificato per togliere ogni riferimento ad una «ferma e decisa condanna» al fine di optare per una più blanda «presa di distanza» dalle parole pronunciate dal consigliere comunale veronese Alberto Zelger a La Zanzara su Radio 24. Zelger aveva dichiarato che i gay sono «una sciagura» e che il loro sesso «fa male alla salute, fa venire malattie di tutti i tipi».
Per farsi bello davanti alla stampa, il consigliere leghista Mauro Bonato aveva presentato un ordine del giorno per condannare le affermazioni del suo compagno di partito. Ma i fatti dimostrano fosse tutta una farsa.
Intanto il sindaco di Venezia ha disertato la votazione perché troppo impegnato a partecipare ad una sagra della polenta. Evidentemente gli interessa più mangiare che condannare le esternazioni d'odio dei suoi uomini.
Con 19 voti contrari, 8 favorevoli e 4 astenuti, il consiglio ha deciso che un leghista può dire che i gay sono malati e che portano malattie. Il Veneto diventa così il centro nevralgico del nuovo integralismo, non a caso scelto da Gandolfini, Amato e Komov quale sede logistica della loro crociata contro le famiglie non conformi alla loro ideologia.
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