Raffaella Frullone, la redattrice di Cascioli che promuove veglie anti-gay



Raffaella Frullone è una redattrice de La Nuova Bussola Quotidiana che risulta come un'amica della fondamentalista Benedeftta Frigerio, così come spesso la vediamo al fianco di Costanza Miriano. Ha diretto la veglia omofoba milanese delle "Sentinelle in piedi" contro il riconoscimento dei genitori dei figli dei gay, odia il concetto di autodeterminazione delle donne e crede che i miracoli possano essere acquistabili col denaro e che abbia ragione La Nuova Bussola Quotidiana nel dire che chi comprerà delle «medagliette delle madonna» otterrà «grandi grazie» se la esibiranno «portandola al collo».
Definisce la fondamentalista Costanza Miriano come una donna «in trincea» in virtù di come lei dica ci si debba sentire in guerra, inneggiando ad un «esercito dei cristiani» che possa esercitare la funzione dei miliziani nell'Isis nell'impedire la libertà altrui. Tu non devi poter scegliere del tuo fine vita perché lei vuole importi il suo volere. Tu non puoi amare chi vuole perché lei vuole importi le sue fantasie sessuali  I bambini non devono essere protetti dal bullismo omofobico perché lei condanna la loro natura.

Tra i suoi articoli più tragicomici c'è quello in cui lamenta che lei non potrà più lavorare se dovesse passare una legge che vieta la diffusione di notizie false create allo scopo di condizionare l'opinione pubblica o quello in cui sostiene che non ci si dovrebbe occupare dei rigurgiti fascisti perché il vero problema sarebbe «il trattamento riservato alle Sentinelle in piedi che semplicemente manifestano in silenzio la loro contrarietà alle leggi contro la vita». Nel 2011 attaccò l'Europride dalle pagine de La Nuova Bussola Quotidiana attraverso una surreale intervista al sedicente ex-gay Luce Di Tolve, asserendo che i Pride sarebbero «una manifestazione di pura ostentazione con lo scopo di aiutare il proliferare di locali dove si offre sesso e con il risultato di zittire chiunque si permetta di esprimere un'opinione diversa». A sostegno della sua tesi citò le strambe teorie di Di Tolve sul fatto che ai Pride ci si andrebbe per far sesso per strada (magari di fianco al sindaco o ai tanti eterosessuali che il fondamentalismo nega partecipino). Tanto mica vorrete che un lettore della "Bussola" si ponga domande davanti a chi gli serve una legittimazione ai loro pregiudizi....
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