Battisti. Ora arriva pure la clip in stile "Isola dei famosi" che viola l'articolo 114 del codice penale



Il 15 gennaio del 1993, i carabinieri del ROS arrestarono Salvatore Riina. Gli italiani seppero la notizia dai giornali e dai telegiornali, senza dirette Facebook e senza che i ministri Martelli e Mancino si recassero ad attenderlo davanti alla caserma per farsi fotografare. E neppure diramarono fotografie in cui si mostravano nell'atto di copulare la Isoardi o di ingurgitare tonnellate di cibo.  Ma quelli erano ministri della Repubblica, non imbonitori che devono vendersi al pubblico nella speranza di raccattare voti.
Ora c'è Lega e M5S e quindi, se un ministro di presenta all'aeroporto mascherato da poliziotto, l'altro si precipita a cercare un'uniforme per potersi mascherare anche lui. Se uno organizza una diretta Facebook dalla sua pagina di propaganda personale, l'alto lo emula.
Il punto più basso di questa costante offesa delle istituzioni è probabilmente quello che ci mostra un ministro della giustizia che sulla sua pagina Facebook pubblica un video promozionale in cui, con musica emozionale e montaggio da clip di un qualche reality, mostra le riprese del momento in cui a Battisti a cui vengono prese le impronte o in cui è in viaggio per l'Italia.

Il caso vuole che il 15 gennaio fosse anche l’anniversario dell’arresto di Totò Riina, avvenuto un quarto di secolo fa. E se si paragona la serietà delle istituzioni passate alla carnevalate dell'attuale esecutivo, il paragone è davvero impietoso. E non meno vergognosa è l'esaltazione dell'estradizione di un terrorista che Salvini ci tiene a ribadire ossessivamente fosse «comunista», ma che ciò non cancella come si stia parlando di un membro di secondo piano di un gruppo di poche decine di persone che si sciolse in soli tre anni. E se è vero che quel gruppo uccise cinque persone e se è vero che è giusto che i responsabili siano affidati alla giustizia, difficile è comprendere su quale base i due ministri mascherati definiscano «storico» quell'arresto. Difficile è comprendere mai perché chi ha ucciso più persone non venga atteso in aeroporto da due ministri o perché si calpesti la dignità umana solo perché quei due vogliono cercare di auto-promuoversi.
Un paio di anni fa, il Brasile estradò il camorrista Pasquale Scotti dopo una latitanza durata quanto quella di Battisti, ma nessun ministro o oppositore parlò di «giornata storica». Nessuno l'attese in aeroporto e non ci furono dirette Facebook. Evidentemente non erano in carica quei due ministri che bramano la bieca spettacolarizzazione dei fatti per pure finalità elettorali.

Tra i commenti alla clip social del ministro Alfonso Bonafede si legeg tanta indignazione. «Che schifo! Questo montaggio con musica emozionale è da subumani. Rispetto per la dignità delle persone, non siamo al ritorno in studio dalla Playa dell'Isola dei famosi! Vergogna», scrive un utente.
«Un Ministro della repubblica non può fare queste pagliacciata, mica siamo in un reality! La giustizia va fatta con sobrietà ed efficacia, senza clamore... altrimenti vuol dire che si vuole coprire altre cose, che si vogliono perseguire altri fini, vedi armi di distrazione di massa», scrive un altro. Ed ancora: «Io sono inorridito e spaventato. L’unica piccola consolazione è che siamo in molti ad esserlo». «Ho sperato che non fosse vero. Perché non è possibile che lei abbia pronunciato il giuramento da avvocato. Perché non è possibile che lei abbia giurato da ministro (le minuscole sono volute). Si guardi allo specchio e si vergogni». «Montaggio e musichetta da grande fratello. A sto punto manca solo Rocco Casal... Ah, no, scusate». «La dignità di uomo va riconosciuta anche al più terribile criminale. Questo video è una ostentazione del tutto inutile che non si addice ad uno Stato civile come quello che dovrebbe essere il nostro. Sarebbe stato sufficiente sbattere in cella questa persona e avvertire in anticipo dei fatti le famiglie direttamente coinvolte. Un triste spettacolo a sfondo elettorale vostro e con il vostro collega Salvini».

Un utente sottolinea anche come il codice penale, nell'articolo 114, vieti «la pubblicazione dell’immagine di persona privata della libertà personale ripresa mentre la stessa si trova sottoposta all’uso di manette ai polsi ovvero ad altro mezzo di coercizione fisica», così come l'articolo 42 bis dell’Ordinamento penitenziario impone l’adozione di «opportune cautele per proteggere» gli arrestati «dalla curiosità del pubblico e da ogni specie di pubblicità».
E se i leghisti lo difendono dicendo che «non ha le manette», forse è a causa dei tagli alla scuola che l'italiano medio pare non comprendere cosa significhi «altro mezzo di coercizione fisica».
2 commenti