Casa Pound raccontata da Channel 4



Sono i giornalisti dell'emittente inglese Channel 4 ad aver investigato sulle attività di Casa Pound, facendo la conoscenza di quei militanti che si definiscono fieramente fascisti.
Partendo dal palazzo che l'organizzazione politica occupa illegalmente da 15 anni nel pieno centro di Roma, hanno spiegato come quello sia il prototipo della società che loro intendono creare, proponendo un'architettura quasi religiosa nella loro venerazione di Mussolini e di altri personaggi legati all'estrema destra. «Per noi sono come degli dei», spiega Chiara del Fiacco di Casa Pound.
Attraverso una propaganda che mira soprattutto al reclutamento dei più giovani attraverso un estremismo nell'odio verso gli stranieri e le minoranze, è sempre all'interno di quel palazzo che Casa Pound ha addirittura allestito un «ostello fascista» adornato con cui svastiche ed altri simboli nazi-fascisti appesi alle pareti. Regola ferrea per l'ingresso nel palazzo è la certificazione sulla purezza della "razza" dato che per loro ci sono prima gli italiani. Esatto, è lo stesso slogan usato da quel Salvini che ha pubblicamente indossato i capi della linea di abbigliamento che l'organizzazione produce e promuove grazie al lavoro dei suoi militanti.
Fondamentale nella loro strategia è anche la presenza sul territorio, offrendo servizi ai più poveri sulla base di una selezione di tipo razziale ed etnica che li possa dipingere come sei buon samaritani. E raccontano anche il loro dirsi convinti che «riprendere ciò che ha fatto il fascismo e la sua opera politica è la strada giusta per riportare questa nazione tra le migliori al mondo».
Sostenendo che la chiusa dell'Italia avrebbe risparmiato la vita di Pamela dato che nell'utopia di Casa Pound sarebbero solo gli stranieri a delinquere, il loro leader racconta fiero di come «noi ci proponiamo di sostituire questo stato che non esiste per metterne in campo uno di un altro tipo». Ne sono un esempio le loro occupazioni degli ospedali che osavano offrire cure mediche ai migranti o le ronde nere sulle spiagge di Ostia. «Noi abbiamo il dovere e non solo il diritto di difendere i nostri territori se lo stato non esiste», afferma Di Stefano nel suo proporsi come anti-stato che vuole imporre la propria legge.

Di seguito il video dell'inchiesta:

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