Dopo le stimate, anche Movieland Park dice «no» al concerto nazi-rock di Verona. Restano i patrocini



Dopo le stimate, anche il Movieland Park ha ritirato la sua disponibilità ad ospitare il concerto nazi-rock organizzato dall’associazione di estrema destra Nomos (gruppo legata a Generazione Identitaria) che, tra le proteste dei polacchi, è stato intitolato ad un loro martire. Attraverso un comunicato stampa, il parco di divertimenti dichiara:

La società CanevaWorld Resort e Movieland Park deve purtroppo rilevare di non essere stata completamente informata da parte degli organizzatori del concerto del 19 Gennaio 2019 riguardo la delicatezza dell’evento, sopratutto per il diniego da parte delle altre strutture (come il Teatro Stimate) ad ospitare il concerto, rilevando quindi che si tratta di un evento avente fortissima connotazione politica peraltro estrema.
Per ragioni di sicurezza e ordine pubblico suggeriteci da più enti, non consentiamo la realizzazione di tale evento. La nostra struttura, essendo un parco di divertimenti, è totalmente estranea ad ogni connotazione di natura politica. Pertanto deneghiamo il consenso a presentarsi presso la nostra struttura nella data concordata.

Ed è in riferimento gli organizzatori che aggiungono:

Vi chiediamo gentilmente quindi per immagine dell’azienda e delle sue decisioni completamente apolitiche di cancellare i riferimenti decisamente negativa e che non rappresentano il brand di Movieland Park sulla vostra pagina e di riferire ai vostri seguaci la decisione del parco.

Restano però i patrocini pubblici che Comune di Verona e Provincia di Verona hanno concesso alla manifestazione estremista.

I tanto il gruppo Nomis ringrazia pubblicamente Libero per l'articolo in cui il quotidiano altera la realtà dei fatti e racconta ai propri lettori che le proteste non riguarderebbero l'esibizione di tre band che si dichiarano fieramente «nazi rock», ma dice loro che «alla sinistra» non piacerebbe Jan Palache  vorrebbe impedire «la celebrazione del martire che si diede fuoco contro l'invasione dell'Urss in cecoslovacchia». Giurano anche che «i progresisti, politicamente morti, vorrebbero cancellare il ricordo di questo e di altri fatti per loro scomodi»:



Insomma, o sono in malafede o proprio non ce la fanno a capire che delle band dichiaratamente nazi-rock non possono commemorare nessuno, solo offendere la memoria. Ed infatti, guarda caso, nel loro articolo non raccontano che i polacchi sono stati i primi a protestare per l'offesa arrecata al loro concittadino. Ma, si sa, bisogna mentire se si vuole creare contrapposizione sociale nella speranza si portare voti alla loro parte.
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