Genova. Gli immigranti si appellano alle istituzioni perché si ricordino degli italiani



«Prima gli italiani», dice. Ma mentre lui trascorre tutto il suo tempo ad inveire contro i migranti e a scattarsi selfie, gli italiani sono sempre più abbandonati a loro stessi. Anzi, pare ironia come sia stato il Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione ad aver lanciato un appello alle istituzioni perché si ricordino anche degli italiani.
Chiedendo al sindaco di Genova e al presidente della Regione Liguria di ricollocare i cinque lavoratori della ditta “Vergano” dopo la chiusura dettata dal crollo del ponte Morandi, la presidentessa Aleksandra Matikj spiega: «Ci ha particolarmente colpito il loro messaggio. Questa azienda andava bene e avrebbe continuato a lavorare se non fosse successo quello che è successo ad agosto. Qui non passava più nessuno, quando la viabilità lentamente ha ripreso ormai i clienti li abbiamo persi, hanno scelto altri magazzini. Qui a volte si formano code che durano anche ore. Eravamo sicuri dei nostri posti di lavoro e del nostro futuro, una certezza che è crollata quel giorno insieme al ponte".  Dopo 62 anni di un sicuro salario di questi Dipendenti che garantivano il benessere delle loro famiglie, ora c’è un totale smarrimento, l’insicurezza e la paura di un futuro incerto. Il crollo del ponte Morandi è stato un colpo nel cuore per tutta la città, anche per noi Migranti che ne facciamo parte, ed è per questo che oggi facciamo un Appello al Sindaco di Genova Marco Bucci ed al Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti di intervenire nell'immediato ricollocandoli subito. Non permettiamo che la zona del ponte crollato diventi una fonte di permesse discriminazioni nei confronti dei Cittadini che ora, più che mai, avrebbero bisogno dell’aiuto delle Istituzioni per rialzarsi e per ricominciare.»
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